Continuano ad arrivare notizie terribili della Siria, territorio in cui si combatte da più di 5 anni ormai e che sembra essere diventato un campo di battaglia in cui si fronteggiano America e Russia in una guerra per procura.

A farne le spese sono i siriani, e tra questi i bambini come Omran, il piccolo di 5 anni ritratto nella foto ormai celebre in cui lo si vede coperto di sangue e polvere, scatto che è diventato simbolo dei combattimenti e dei bombardamenti che stanno devastando Aleppo.

Il bambino ora si trova in salvo, ma la stessa sorte non è toccata ad Alì, il fratello di 10 anni, anch’egli trovato sotto le macerie alla famiglia in seguito a un raid aereo insieme. Operato lo scorso mercoledì, le sue condizioni sembrano essersi stabilizzate, ma nella giornata di ieri all’improvviso sono peggiorate.

Alì dunque è morto, come sono spirati tanti bambini in questi anni di guerra: questo il messaggio inviato in un tweet dal portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini.

Ospite al Meeting di Rimini l’inviato dell’Onu in Siria, Staffan de Mistura, ha descritto una situazione insostenibile per Aleppo, dove è sempre più urgente una tregua per portare aiuti alla popolazione: “Oggi la situazione è grave. Ci sono 300mila persone nella zona est, forse un milione e 600mila nella zona ovest. La zona est è assediata di fatto, perché la strada di Castello è bloccata da più di due settimane. Manca cibo, mancano medicinali e ci sono problemi di acqua, perché anche il carburante non è arrivato. Noi stiamo lavorando per i convogli, perché la prima cosa da fare è portare i convogli dall’una e dall’altra parte.”