Sale il bilancio dei morti nella tragedia che ha colpito la città di Khan Sheikhun, in Siria, attualmente sotto il controllo delle forze che si oppongono al governo di Bashar Al Assad: l’Osservatorio siriano dei diritti umani riferisce infatti di 72 vittime, tra cui circa 20 bambini.

Come hanno riferito più fonti le persone ritratte nelle immagini raccapriccianti che arrivano dalla provincia di Idlib indicherebbero l‘uso di armi chimiche, forse cloro o gas nervino Sarin. La maggior parte del mondo occidentale e le organizzazioni non governative accusa Assad e Vladimir Putin, reputati responsabili del raid aereo, ma Damasco nega qualsiasi attribuzione.

Stando alle informazioni fornite dal ministero della Difesa russo, infatti, la tragedia sarebbe stata provocata dall’esplosione di un arsenale di armi chimiche controllato dai ribelli, colpito dall’aviazione siriana nel corso di un’operazione.

Secondo la Casa Bianca si tratterebbe invece di una precisa azione di Assad, ma il presidente Donald Trump ha indicato Barack Obama come il principale responsabile dell’accaduto a causa della sua politica troppo debole: “Nel 2012 affermò che avrebbe stabilito una ‘linea rossa’ contro l’uso di armi chimiche, poi non fece nulla“. Alle dichiarazioni del tycoon si accompagnano quelle del segretario di Stato Usa Rex Tillerson, secondo il quale Russia e Iran condividerebbero “grandi responsabilità morali

Il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, conferma quanto affermato dall’alleato americano: “Non ho visto assolutamente nulla che non suggerisca la responsabilità del regime. Tutte le prove che ho visto suggeriscono che è stato il regime di Assad, nella piena consapevolezza di usare armi illegali in un attacco barbaro contro il suo stesso popolo“.

La Turchia, attraverso il suo ministero della Salute, ha confermato la diagnosi di attacco chimico: a Gaziantep, cittadina turca al confine con la Siria, sono state infatti ricoverate 30 persone. Ankara ha inviato 30 ambulanze in Siria, nonché varie squadre di medici in servizio alla frontiera di Cilvegozu.

Il Papa ha infine condannato la nuova immane tragedia, invitando alla cooperazione internazionale: “Assistiamo inorriditi agli ultimi eventi in Siria. Faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale, affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra”.