Orrore in Siria, dove un combattente dello Stato islamico ha giustiziato la propria madre a colpi d’arma da fuoco a Raqqa, roccaforte jihadista nel nord del Paese, dopo averla denunciata per incitamento “ad abbandonare lo Stato islamico”.

A denunciare l’accaduto è il “Raqqa is Being Slaughtered Silently” (Raqqa viene massacrata nel silenzio), gruppo di attivisti non violenti che negli scorsi giorni ha gettato luce su alcune delle atrocità commesse degli uomini del Califfo, tra cui l’omicidio della giornalista Raqia Hassan.

La vittima si chiamava Lena al-Qasem, 45 anni, giustiziata in pubblico dal figlio appena ventenne, con l’accusa di apostasia, ovvero di aver ripudiato il proprio credo, accusa sistematicamente usata contro chi si ribella allo Stato Islamico.

Secondo l’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo, sarebbe stato proprio il figlio Ali Saqr al-Qasem, giovane  affiliato all’Isis, a denunciare la madre e a spararle con un fucile d’assalto di fronte alla folla, nei pressi dell’edificio postale della città, dove la donna lavorava.

Temendo per la sua incolumità, la madre avrebbe infatti cercato di convincere Ali Saqr a lasciare le file dell’Isis e a  fuggire insieme a lei dalla Siria: “La coalizione ucciderà tutti gli esponenti dell’organizzazione” avrebbe detto al figlio, supplicandolo di mettersi in salvo insieme a lei, lontano da Raqqa e dagli orrori dell’Isis.

La preghiera di Lena si è spenta con lei, ma sono sempre più, le madri coraggiose, che cercano di convincere i propri figli a lasciare lo Stato islamico, come quelle riunite nell’associazione Mothers for Life, donne di ogni Paese che lottano per riportare a casa i propri figli, madri di foreign fighters, fuggiti per unirsi ai combattenti dell’Isis. “Anche noi madri abbiamo combattuto per la giustizia e l’onore quando vi abbiamo messo al mondo, abbiamo sofferto e combattuto per avervi, vi abbiamo allevato, nutrito, curato quando eravate malati e consolato quando eravate tristi. Questo è l’onore, la libertà, la giustizia per i quali abbiamo combattuto e che abbiamo cercato di insegnarvi. I vostri bisogni per noi sono sempre venuti prima. Siamo state la vostra finestra sul mondo e non abbiamo cercato di proteggervi da esso, bensì vi abbiamo insegnato a farne parte. Questo era e questa è la nostra Guerra Santa. Non vogliamo che partiate. Vogliamo che torniate. Vogliamo che viviate” hanno scritto in una lettera ai propri figli.