La situazione in Siria si fa di ora in ora più drammatica. A dispetto della richiesta di una tregua umanitaria chiesta dall’ONU proseguono i bombardamenti contro l’ISIS e contro le forze ribelli che si oppongono al regime di Assad.

Migliaia di civili sono senz’acqua e senza elettricità da giorni. Diversi ospedali sono stati colpiti dalle bombe. Alcuni volontari italiani a Sirte hanno chiesto aiuto, sostenendo di essere rimasti bloccati senza viveri e possibilità di fuga in mezzo a una città ridotta a un cumulo di macerie e terreno di scontri sempre più duri.

Ad aggravare il quadro è arrivata la notizia della cattura di 2 mila civili da parte dell’ISIS. Gli ostaggi sono stati fatti a Manbij, una città della Siria al confine con la Turchia che è in mano all’ISIS da ben 2 anni.

I combattenti dell’ISIS nelle ultime ore sono stati costretti alla fuga dalle forze dell’alleanza contro lo Stato Islamico di cui fanno parte arabi e turchi e appoggiata anche dagli Stati Uniti.

I miliziani dell’ISIS avrebbe deciso di abbandonare la loro roccaforte dopo l’annuncio di un portavoce delle Forze democratiche della Siria di un assalto imminente nella città di Manbij, volto a liberare definitivamente la popolazione dal giogo jihadista. Purtroppo molti civili non potranno gioire della ritrovata libertà perché sono stati presi in ostaggio. I jihadisti hanno portato con sé nella loro fuga centinaia di abitanti di un quartiere di Manbij. Alcuni civili sono stati addirittura usati come scudi umani in una barbarie senza fine.

La città ora è quasi completamente sotto il controllo della coalizione anti-ISIS ma il destino dei 2 mila civili presi in ostaggio resta incerto. Il colonnello USA Christopher Garver ha annunciato che ormai solo il 5% della città è ancora in mano ai terroristi.

La liberazione di Manbij avvenuta grazie ai bombardamenti della coalizione anti-ISIS è una vittoria importante perché priva gli jihadisti di una roccaforte situata in una posizione strategica.