Si intensifica il coinvolgimento russo in Siria. A riferirlo sono fonti ufficiali americane che parlano di operazioni militari di una certa entità dopo lo sbarco di soldati e carri armati nella base di Latakia.

L’esercito russo avrebbe dunque incrementato – e di molto – il numero di aerei da combattimento presenti sul territorio siriano: nel weekend sarebbero stati trasportati una dozzina di Su-24 Fencer e un’altra dozzina di Su-25 Frogfoot, il che porterebbe la flotta aerea a 28 unità. Apparirebbe evidente da questi dati che la Russia abbia intenzione di stabilire un avamposto militare nel Medio Oriente, con il beneplacito del presidente siriano Bashar al-Assad.

David A. Deptula, generale delle forze aeronautiche militari americane in pensione, ha affermato che si tratterebbe di segnali inequivocabili di un impegno concreto della Russia a sostegno di Assad: “Con piloti competenti e un adeguato processo di comando e controllo l’aggiunta di questa folla potrebbe dimostrarsi molto efficiente in basa agli obiettivi che si desidera raggiungere”.

Gli Stati Uniti hanno già manifestato la loro preoccupazione per la situazione siriana, avvertendo Vladimir Putin che il suo coinvolgimento potrebbe dimostrarsi controproducente per il raggiungimento della pacificazione della regione. Secondo altre fonti interne all’esercito americano la Russia avrebbe iniziato a impiegare in Russia anche alcuni droni aventi il compito di pattugliare il territorio.

Nel frattempo a Damasco l’ambasciata russa sarebbe stata colpita da un proiettile d’artiglieria, per fortuna senza provocare danni: a riferirlo è il Ministero degli Esteri russo, che ha condannato con forza il gesto di intimidazione nei confronti della missione diplomatica, aspettandosi che la comunità internazionale assuma “una posizione chiara nei confronti di questo atto terroristico”. Secondo le fonti russe, infatti, l’attacco non sarebbe provenuto da membri dell’Isis ma da miliaziani anti-governativi con “sponsor esterni”.

A Mosca invece si sono incontrati il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Putin: obiettivo della riunione sarebbe stato quello di “evitare malintesi tra le truppe israeliane e le truppe russe“.