Il Premier inglese, David Cameron, ha annunciato che esiste un piano militare per attaccare la Siria, raid che dovrebbe partire giovedì e durare, per ora, solo tre giorni. Gli Stati Uniti, che in un primo momento sembravano i veri artefici di tutto quando, stanno ancora valutando l’operazione, mentre dall’Italia è arrivato il secco no da parte del Premier Enrico Letta, il quale ha annunciato che il nostro paese non concederà basi senza l’autorizzazione dell’ONU.

Una situazione molto delicata, che sta diventando sempre più critica. Un’indiscrezione della Nbc parla di raid aerei sui cieli della Siria a partire da giovedì, giorno in cui l’amministrazione Obama renderà pubblici i documenti dell’intelligence che certificano le responsabilità del regime di Assad nell’uso di armi chimiche. Martedì il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, aveva annunciato: “Le opzioni che stiamo considerando non riguardando un cambiamento di regime, ma solo il ritorno alla normalità”. David Cameron ha invece detto: “Le forze armate britanniche stanno mettendo a punto un piano di emergenza nell’eventualità di una risposta militare al presunto attacco chimico in Siria, attacco che non implica però l’essere coinvolti in un conflitto in Medio Oriente”: Emma Bonino: “L’Italia non prenderà parte a soluzioni militari al di fuori di un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu”.

François Hollande, invece, ha fatto sapere che “la Francia non verrà meno alle sue responsabilità per rispondere. Ho deciso di accrescere il sostegno militare alla coalizione di opposizione siriana: il massacro di civili con gas non può restare senza risposta”. Tra i favorevoli ad un intervento militare ci sono Usa, Gran Bretagna, Francia, Arabia Saudita e Turchia.