I raid del regime di Al-Assad hanno provocato un nuovo bagno di sangue in Siria. A renderlo noto è l’Osservatorio siriano per i diritti umani, ONG con base a Coventry, nel Regno Unito Fonti dell’osservatorio hanno rivelato che nelle ultime 24 ore 51 civili sono morti sotto i raid compiuti dagli elicotteri e dai jet del regime. Tra le vittime ci sarebbero anche 5 bambini e 3 donne. Nei raid hanno trovato la morte alcuni combattenti islamici e diversi militanti delle forze ribelli. Tra morti e feriti, i civili coinvolti nei raid di ieri sono stati 160. I feriti sarebbero almeno 110, alcuni versano in condizioni gravi.

Nel bollettino diffuso dall’Osservatorio siriano per i diritti umani si parla di ben 127 raid sferrati dalle forze di Al-Assad nella sola giornata di ieri. Gli attacchi hanno preso di mira diverse città siriane, colpendo tra le altre Khan Sheikhoun, città a Sud di Idlib; Jasem, vicino Daraa, e Doma nella zona orientale delle campagne del Ghouta. I bombardamenti di ieri hanno causato anche numerosi danni, distruggendo case e attività produttive.

Quella di ieri è stata solo l’ennesima strage di civili compiuta dal regime di Al-Assad. Le cifre diffuse dall’Osservatorio sui civili morti in Siria nel mese di gennaio sono altissime: 271 persone, tra cui 50 minori e 37 donne, a cui si aggiungono altri 184 uomini. Lo scorso mese il regime di Al-Assad ha compiuto almeno 931 raid aerei in tutto il Paese. Almeno 1.000 i feriti e centinaia le proprietà distrutte o pesantemente danneggiate dai bombardamenti.

Sotto i raid del regime di Al-Assad nel mese di gennaio hanno trovato la morte anche 190 combattenti, tra cui diversi ribelli del Fronte al-Nuṣra, affiliato ad Al Qaeda e molti militanti dell’ISIS. Dall’inizio della guerra civile, scoppiata a marzo del 2011, secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite in Siria sarebbero morte oltre 200 mila persone. A nulla sono valse le risoluzioni dell’ONU che intimavano a entrambe le parti il cessate il fuoco e la sospensione dei raid sulla popolazione civile.

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