C’è grande preoccupazione intorno alla Siria, dove la situazione già critica potrebbe trasformarsi in una vera e propria escalation: fonti libanesi hanno infatti confermato che forze appartenenti alla Russia avrebbero iniziato a partecipare ad operazioni militari a supporto dell’esercito governativo.

Sarebbero infatti state individuate truppe russe al largo della costa di Latakia e Tartous. Ufficiali americani parlano di due navi specializzate per le operazioni anfibie e aerei da trasporto, in aggiunta a un piccolo numero di fanteria navale.

Una portavoce del Ministro degli Esteri russo ha spiegato che “gli esperti bellici russi in Russia stanno istruendo le forze locali sull’uso dei sistemi militari da consegnare al Presidente Bashar al-Assad.” Non vi sarebbe nessuna rottura degli accordi presi, dato che, come è stato ricordato, “la Russia da molto tempo ha fornito armi ed equipaggiamento militare alla Siria nel pieno rispetto dei contratti bilaterali.”

Secondo gli esperti statunitensi gli intenti della operazioni militari russe in Siria non sono ancora chiari. Il Segretario di Stato John Kerry ha parlato per la seconda volta in quattro giorno con la sua controparte russa per esprimere preoccupazione, avvertendo che le attività della Russia potrebbero provocare ulteriore violenza.

La Russia afferma che il governo siriano deve essere parte di una lotta globale condivisa contro lo Stato Islamico, che si è già impadronito di vasti territori proprio della Siria e dell’Iraq. Dall’altra parte del fronte Stati Uniti e ribelli vedono Assad come un elemento problematico più che una soluzione.

Il porta voce della Casa Bianca Eric Schultz ha infatti affermato che gli USA “darebbero il benvenuto a un contributo costruttivo della Russia nella lotta all’Isis, ma sono stati chiari nell’affermare che un qualsiasi supporto al regime di Assad sarebbe una mossa incosciente”.

Il conflitto che oppone il presidente Bashar al-Assad e le varie e disparate forze ribelli dura dal 2011 e ha già provocato un numero enorme di morti che si stima aggirarsi intorno alle 240mila persone.