Sarebbero almeno venti le vittime del bombardamento che nella notte scorsa ha colpito l’ospedale di Al-Quds, nel quartiere di Sukkary, a Sud di Aleppo, in Siria. Tra i morti si conterebbero almeno tre dei bambini che si trovavano ricoverati nella struttura, oltre all’ultimo medico pediatra rimasto ad operare nella zona controllata dai ribelli, Wasem Maaz. Ad annunciare la notizia è l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che sottolinea come questo sia solo uno dei fatali e tragici attacchi verificatisi negli ultimi 6 giorni. Durante la scorsa settimana sarebbero stati almeno 49 i morti. L’attacco ad Aleppo è infatti solo l’ultimo di una serie di raid da parte dell’aviazione di Damasco.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura, ha invitato le parti in conflitto a rispettare il cessate il fuoco e sollecitato Russia e Stati Uniti a fare tutto il possibile per dare nuovo vigore alla tregua in Siria e salvarla “dal collasso totale”. “Lancio un appello a Russia e Stati Uniti affinché prendano una iniziativa urgente per rilanciare la tregua, che al momento è in pericolo”, ha detto De Mistura in conferenza stampa, dopo avere aggiornato il Consiglio di sicurezza dell’Onu sul risultato del terzo round di colloqui di pace conclusosi ieri. E’ necessario che “la cessazione delle ostilità in Siria torni ai livelli di febbraio e marzo”, quando le violenze si erano ridotte in modo significativo. “Nelle ultime 48 ore, abbiamo avuto in media un siriano ucciso ogni 25 minuti e un siriano ferito ogni 13 minuti” ha sottolineato l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria.

Si scava intanto tra le macerie dell’ospedale di Aleppo, colpito, secondo gli attivisti dell’opposizione locale, per ben due volte nel giro di pochi minuti. Si teme che il bilancio delle vittime possa drammaticamente aggravarsi. L’attacco agli ospedali sembra ormai essere una costante in Siria. Medici senza frontiere ha denunciato raid e bombardamenti su strutture ospedaliere, mirati a fiaccare la resistenza del nemico.