È ormai guerra aperta quella che oppone la fazione dei ribelli anti Assad in Siria e la Russia che da qualche mese ha iniziato le operazioni belliche contro i guerriglieri dell’Isis e a supporto delle forze governative.

Dopo la notizia di questa mattina riguardante l’abbattimento di un jet russo da parte dell’esercito turco in seguito a un presunto sconfinamento è appena arrivato un nuovo aggiornamento ancora più tragico.

Un elicottero russo è stato infatti colpito da un missile anticarro esploso dalle forze ribelli siriane (tra l’altro fornito dagli Stati Uniti) ed è precipitato in una zona boschiva. Il mezzo sarebbe stato impegnato nell’attività di ricerca e salvataggio dei due piloti che sono riusciti a eiettarsi dal jet messo fuori uso dalla Turchia.

Stando ai filmati diffusi dalla forze ribelli turcomanne i due piloti sarebbero stati immediatamente intercettati e uccisi: nelle immagini diffuse su Twitter si vede infatti il corpo senza vita di un militare russo circondato dai ribelli.

Il commento di Vladimir Putin sull’incidente lascia intendere che ci saranno serie ripercussioni e possibili ritorsioni anche di tipo bellico: “È stata una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo“, ha dichiarato il presidente russo, implicando così che la Turchia si sarebbe apertamente schierata a fianco dell’Isis. “Ci saranno conseguenze tragiche nei rapporti tra Russia e Turchia, si tratta di un atto ostile che va oltre i limiti dell’ordinaria lotta contro il terrorismo“.

Dal canto suo la Turchia sostiene che il pilota che ha abbattuto il jet avrebbe avvertito per una decina di volte il suo omologo russo prima di procedere con l’abbattimento. La versione viene supportata anche dagli Stati Uniti, mentre Mosca smentisce seccamente, affermando che l’aereo si trovava a un km di distanza dal confine turco per operazioni contro l’Isis, e ha invitato i propri cittadini a non effettuare viaggi in Turchia.

Durante l’incontro di oggi con il re di Giardania Putin ha parlato di una minaccia dell’Isis sempre più preoccupante proprio a causa della conferma – a suo dire – del supporto della Turchia: “Se l’Isis ha questi capitali, forse di decine, centinaia se non miliardi di dollari, grazie alla vendita del petrolio, e in più ha la protezione militare di interi stati, allora è facile comprendere perché si comportino in maniera così arrogante e prepotente”.

Un vertice della Nato è stato convocato nel pomeriggio della giornata odierna e la Turchia chiederà di potersi consultare anche con l’Onu.