Donald Trump si impone sulla scena internazionale autorizzando un attacco contro la base aerea di Al Shayrat, in Siria, sulla quale sono stati lanciati 59 missili da due portaerei al largo del Mediterraneo. Una reazione che arriva a pochi giorni dalla morte di più di 80 persone, tra cui 28 bambini, nella strage di Khan Sheikhoun.

Siria, Donald Trump difende l’operazione

“Martedì il dittatore della Siria ha lanciato un terribile attacco con armi chimiche contro i civili innocenti, uccidendo uomini, donne e bambini. Per molti di loro è stata una morte lenta e dolorosa. Anche bambini piccoli e bellissimi sono stati crudelmente uccisi in questo barbaro attacco. Nessun bambino dovrebbe mai soffrire tale orrore” ha dichiarato il presidente americano Donald Trump spiegando il perché dell’attacco alla Siria.  “Ho ordinato che venisse colpita la base dalla quale è partito il raid chimico” ha aggiunto. Stando alle prime indiscrezioni, l’operazione sarebbe scattata in nottata con missili lanciati da navi americane sul Mediterraneo che avrebbero colpito piste, velivoli e zone di rifornimento. E ci sarebbero già alcune vittime, soprattutto tra i militari siriani.

Siria, le reazioni

A scatenare le polemiche è la decisione di Trump di intervenire senza chiedere alcuna autorizzazione al Congresso.

Intanto la tv di stato siriana ha parlato di una vera e propria “aggressione” perpetrata dagli Stati Uniti. Dura anche la reazione dei russi che hanno chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: “L’attacco americano viola la legge internazionale, Washington ha compiuto un atto di aggressione contro uno Stato sovrano” ha detto Putin, citato dal portavoce del Cremlino. Questo arrecherà “danni significati alle relazioni Usa-Russia”. Ad appoggiare il presidente americano Trump solo il premier israeliano e la premier inglese May.