Prima o poi sarebbe successo e non poteva più essere tollerato. Due anni fa, a novembre 2016, la Guardia di Finanza aveva oscurato 152 siti che trasmettevano, senza averne diritti, serie tv, film e persino partite di calcio creando un danno non indifferente al mercato legale. Ora la Gdf ha deciso di intervenire duramente chiudendo le quattro piattaforme più popolari e utilizzate in Italia di streaming pirata.

Impossibile accedere in queste ore ad alcuni siti di streaming pirata, come scrive il Corriere.it. Saranno migliaia gli utenti italiani alla ricerca del film da guardare e, invece, non lo potranno fare. Non si può più accedere ai loro siti.

D’ora in poi dovranno pagare per fruire dei contenuti in streaming. Due dei siti, però, pare siano già tornati online con un “trucchetto” che consiste nel cambiare leggermente il dominio.

La pirateria online, che tanto male fa al mercato libero ed onesto, è sempre in grande espansione. Nel 2017, secondo una ricerca della Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali, è emerso un dato allarmante: il 37% della popolazione adulta avrebbe visto illegalmente almeno una volta serie tv e altri programmi. I maggiori fruitori sono i ragazzi dai 10 ai 14 anni (la percentuale in questo caso vola al 44%). Un danno, per l’economia italiana, stimato in oltre un miliardo di euro.