“Quando incontrai per la prima volta Don Andrea Gallo a Genova capii subito che si trattava di una persona molto speciale”. E fu così che Nico Colonna, direttore di Smemoranda fece la conoscenza di Don Gallo, il prete “di strada”, da sempre vicino ai giovani. Chi meglio di lui poteva quindi riempire le pagine dell’agenda che ha fatto la storia? Chi meglio di lui poteva portare a suo modo, un modo inaspettatamente innovativo e originale, un messaggio indimenticabile ai ragazzi che da generazioni sono cresciuti con la Smemo? Dopo la sua scomparsa (ne avevamo parlato qui), Don Gallo ha lasciato un vuoto incolmabile e Colonna lo ha voluto ricordare in un editoriale d’eccezione che corona la nuovissima Smemoranda 2015.

“Don Gallo mi ha colpito a fondo; con le sue originalissime tesi sempre e comunque dalla parte dei più deboli: un fiume in piena fatto di speranza, un fiume inarrestabile con quei suoi pensieri e quelle sue parole ‘rubate’ qua e là a Fabrizio De André, al suo amico camallo, al transessuale di Via Del Campo, al tossico della Comunità, al Vangelo, al giovane disoccupato”. Perché Don Gallo era così. Amava i giovani e tutti coloro che la vita ha messo a dura prova. Amava “Faber”, le sue canzoni e il significato delle sue parole, riportate per esempio nell’ultimo racconto inserito nella Smemoranda 2014, intitolato proprio “Dai diamanti non nasce niente…”.

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