I contraccolpi del Datagate non si sono ancora esauriti, ma per la NSA è già tempo di un nuovo scandalo. Il tutto al danno degli operatori telefonici mondiali, per quello che potrebbe essere un nuovo terremoto nell’ambito dello spionaggio e delle telecomunicazioni. The Intercept, la nuova testata di Glenn Greenwald, ha infatti svelato le caratteristiche di Auroragold: un piano di intercettazione internazionale delle comunicazioni cellulari.

La pubblicazione di queste rivelazioni è nuovamente possibile grazie all’opera di Edward Snowden, l’ex tecnico USA che lo scorso anno fece scoppiare lo scandalo sorveglianza. Stando a quanto svelato, negli scorsi anni l’agenzia governativa statunitense avrebbe tracciato le comunicazioni interne di alcuni carrier internazionali, per scoprire eventuali debolezze dei network e averne così eventuale accesso. Ben 1.200 account di posta elettronica, quasi tutti di professionisti delle telecomunicazioni, sarebbero stati monitorati, tanto da arrivare nel 2012 a una copertura di 70% di tutti gli operatori del Pianeta.

In base alle documentazioni che Snowden avrebbe fornito a The Intercept, fra i target primari dell’agenzia vi sarebbe stata la GSM Association (GSMA), il consorzio internazionale per lo sviluppo delle reti mobile a cui aderiscono più di 800 compagnie del settore. A quanto pare, nell’occhio del ciclone sarebbero finite le documentazioni e i protocolli chiamati IR.21s, utilizzati per facilitare le operazioni di roaming per i clienti che viaggiano all’estero.

Questa nuova tornata di pubblicazioni riaccende i riflettori sulla NSA, con implicazioni possibili e forse maggiori rispetto al precedente Datagate. Si tratterebbe infatti di una questione molto delicata poiché, sebbene gli Stati Uniti abbiano sempre affermato come le necessità di sorveglianza siano state messe in atto per garantire la sicurezza della nazione soprattutto da attacchi di tipo terroristico, la sua estensione globale potrebbe avere ripercussioni non da poco sui fragili equilibri politici. E torna prepotentemente la questione del diritto alla privacy e delle sue limitazioni: fino a dove è tollerabile spingersi, infatti, per scopi superiori di sicurezza? Al momento, non sono emerse dichiarazioni ufficiali degli operatori coinvolti, ma è lecito attendersi qualche forma di reazione nei prossimi giorni.

Fonti: The Intercept, CNet

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