I Social Networks attori protagonisti sul palcoscenico di Milano: al Palazzo delle Stelline è andato in scena Social Case History Forum, un appuntamento dedicato a tutti coloro che sul web ci hanno messo la faccia e il cuore, decollando con start up ed esperienze business di successo.

Aziende e agenzie hanno presentato la loro case history illustrando gli elementi chiave del progetto: non solo realtà ancora in fase di costruzione come TimeRepublik, la prima banca del tempo a livello globale, o esperienze giovani come Freaks! The Series, la web serie low budget (la prima serie è costata appena duemila euro) campione di contatti su YouTube, ma anche veri e propri colossi nel mondo del web quale Facebook.

Alle esperienze aziendali si affianca anche la ricerca accademica al servizio del marketing, della politica, ma anche dei Social: l’Università di Salerno ha condiviso i suoi studi nel campo della Sentiment Analysis: l’estrazione del “sentimento” da testi non strutturati grazie all’utilizzo di software in grado di recuperare, comprendere e classificare i messaggi lasciati in rete. Qualche dato interessante? Grazie al Sentiment Analysis sono stati esaminati su Twitter i livelli di gradimento degli americani alle prese con le ultime elezioni e, tra lo stupore di tutti, l’indice di “arrabbiature” causate da Barack Obama sono risultate di gran lunga maggiori rispetto a quelle procurate dal suo rivale. In Italia l’ultimo confronto avuto su SkyTg24 tra i candidati alle primarie del centro-sinistra ha visto un’energia positiva nei confronti di Matteo Renzi, ma si sa, tutto può cambiare.

Interessante anche lo studio presentato da Reputation Manager sull’Audiosocial: una metrica che misura la performance dei programmi tv su Facebook e Twitter, a partire dai dati relativi al comportamento degli utenti su questi canali prima, durante e dopo la trasmissione del programma televisiva. I dati relativi alla nuova modalità di fruizione sono sorprendenti: il 79% delle persone tra i 13 e i 49 anni oltre alla tv hanno davanti agli occhi anche un second screen (l’82% uno smartphone, il 18% un tablet), di questi il 41% twitta. Ciò spiega quanto importante sia per gli autori di un programma gestire le pagine fan su FB piuttosto che i profili su Twitter creando azioni e reazioni all’interno dei Social Network.

Uno sguardo a 360° sul “be social” e la promessa dello slogan ufficiale “solo case history. Niente #fuffa” ampiamente mantenuta. Applausi.