I social network sono sempre più al centro della vita di tutti, gente normale, politici e vip di ogni genere. Sono utili per diffondere il proprio pensiero, creare seguaci e diramare le proprie idee a chiunque. O perlomeno, si spera. In questo quadro ecco emergere il Premier dimissionario Mario Monti, che dopo twitter ha aperto anche un profilo Facebook. E Papa Benedetto XVI inizia a cinguettare in latino.

Il caso di Mario Monti è emblematico: da persona che sembrava totalmente avulsa dalle dinamiche dei social network a grande attore degli stessi. A tempo di record è “salito” prima su Twitter e ora anche su Facebook. Nella pagina, il Professore posta pensieri istituzionali ma anche privati. Spiega perché ha deciso per un impegno diretto in politica ma anche di essere felicemente sposato da quarant’anni. Ce n’è per tutti i gusti; ma, si sa, quando si esce allo scoperto si è subito obiettivi di critiche, visto che i social network sono spesso senza filtri. Se vi va andatevi a leggere tutti i messaggi, ce n’è di ogni…

Diverso il discorso di Benedetto XVI: il Papa ha lanciato già da diverse settimane il suo profilo twitter @Pontifex_ln, ma ora ha deciso di scrivere (o meglio, “cinguettare”) anche in latino, che diventa così la nona lingua ufficiale dei messaggi del Pontefice: “Tuus adventus in paginam publicam Summi Pontificis Benedicti XVI breviloquentis optatissimus est” si legge a mo’ di benvenuto. Traduzione: “Il tuo ingresso nella pagina Twitter ufficiale del Sommo Pontefice Benedetto XVI è graditissimo”. Messaggio molto semplice, come quello che fu d’apertura del suo profilo. Certo, da un Papa ci si aspetta forse altro, ma già il fatto che scriva in latino è una novità. C’è da chiedersi in quanto andranno a leggere i messaggi in una lingua che ormai non usa più nessuno. Nemmeno la Chiesa stessa.