Sono ben 15 le ore e 15 i minuti di luce di cui potremo godere nella giornata di oggi 21 giugno: merito del solstizio d’estate, che ha ufficialmente avuto inizio dalle 0,34 di questa notte.

Quest’anno poi l’occasione del giorno più lungo dell’anno ha anche trovata la felice coincidenza del plenilunio, un’eventualità che mancava da circa 50 anni (era avvenuta nel 1967).

Tecnicamente il solstizio – il cui termine deriva dal latino “solstitium”, ovvero il fermarsi del Sole – viene definito come il momento astronomico in cui il Sole raggiunge il punto di declinazione massima o minima rispetto alla Terra, a seconda che sia d’estate o d’inverno.

Ciò vuol dire anche che a partire da oggi ne giornata inizieranno lentamente ad accorciarsi: durante il momento del solstizio il piano dell’equatore celeste e l’eclittica si trovano al limite massimo consentito dalla loro distanza.

Gli equinozi invece rappresentano i due momenti annuali ore di luce e di buio sono quasi perfettamente uguali, e di fatto segnano l’inizio di autunno e primavera.

Ogni anno il solstizio è in ritardo di circa 6 ore, a causa del fenomeno della processione degli equinozi, ma secondo l’organizzazione del calendario questa discrepanza viene “sistemata” riportandola al punto di partenza ogni quattro anni, ovvero alla caduta dell’anno bisestile. Si tratta di un artificio escogitato per fare in modo che non vi fosse uno scollamento tra le quattro stagioni e il nostro calendario.

In molte culture il solstizio d’estate è stato celebrato come una ricorrenza fondamentale: gli antichi costruttori di Stonehenge, per esempio, hanno eretto i loro complessi monoliti facendo in modo che in questo giorno preciso il Sole si alzasse sopra quella che è conosciuta come Heel Sone.

Nella tradizione cristiana, invece, questo giorno viene tradizionalmente associato alla nascita di San Giovanni Battista, durante la quale si svolge la cosiddetta notte di mezz’estate.