In principio era l’abisso. Ora un piccolo fosso divide le due coalizioni principali. Questo è il responso evidente dell’ultimo giro di sondaggi elettorali prima che cominci il periodo vietato dalla legge (gli ultimi 15 giorni prima del voto).

Da 7 a 2 punti percentuali di vantaggio per il centrosinistra, a seconda del committente e dell’agenzia rilevatrice. Milioni di posti di lavoro guadagnati, raggiunta giustizia sociale, abbattimento delle tasse, rilancio dell’economia, risanamento della pubblica amministrazione, ritrovata moralità politica, conquistata armonia europea.

Le ricette più fantasiose, le promesse più esagerate, gli insulti più pesanti, le battute più allucinanti, i calcoli più freddi, i sogni più illusori.

L’occupazione totale dei mezzi di comunicazione. Un messaggio a reti tele-radiofoniche-web-cartacee unificate della durata di tre mesi. Abbiamo sopportato tale infinito spettacolo per un risultato che si riduce a questo: io ho guadagnato l’uno virgola per cento, tu hai perso il due virgola per cento. Sembra che i sondaggi siano più importanti delle elezioni stesse (foto by Infophoto). E forse è vero. Del resto, non possiamo scegliere i parlamentari, non possiamo eleggere il capo del Governo, non possiamo nemmeno decidere chi sarà il presidente della Repubblica. E’ sempre qualcun altro a premere il bottone. E qualcuno si stupisce dell’astensionismo? Sì, meglio concentrarsi sull’uno virgola e sul due virgola.