Il Tribunale di Torino ha condannato a un anno e 8 mesi di reclusione i due genitori trovati colpevoli di maltrattamenti ai danni del figlio adottivo, il quale veniva costretto a portare in casa un cartello recante la scritta “Sono un bambino sporco”.

Accolte solo parzialmente, dunque, le richieste del pm Francesco Pelosi, che aveva chiesto quattro anno di carcere. Durante il processo è stato ricostruito il comportamento vessatorio ai danni del piccolo, che veniva umiliato e sottoposto quotidianamente ad abusi di ogni tipo.

Durante la sua requisitoria Pelosi aveva spiegato come non si fosse trattato di un episodio isolato, ma di pratiche costanti e ormai assurte ad atroce normalità: “Non si è trattato di un singolo episodio, di un singolo insulto, di una doccia fredda e delle mutande infilate in bocca per punirlo della pipì a letto”.

Il ragazzo originario dell’Ucraina era sfuggito alla sorte dell’orfanotrofio in patria, solo per trovare un luogo molto peggiore in Italia, dove ha subito ferite psicologiche che difficilmente si rimargineranno velocemente : “I genitori adottivi avrebbero dovuto prendersi cura di lui, invece gli hanno fatto del male come mai nessuno in vita sua. Lo hanno distrutto”.

Scontentate allora sia l’accusa che la difesa, in quanto gli avvocati dei due coniugi hanno fatto sapere che puntavano all’assoluzione piena, e hanno preannunciato il ricorso in appello. Anna Ronfani, legale della coppia, ha affermato che si tratta di “una sentenza che non condividiamo e che impugneremo. Questa è una storia di un fallimento adottivo, non di violenze in famiglia. Leggerò le motivazioni, che saranno molto complesse“.

Al momento il ragazzino, che ormai ha raggiunto i 17 anni di età, è stato affidato a una comunità su ordine del Tribunale per i Minorenni di Torino.