La sospensione dell’Imu fa piacere ai proprietari di case, ma ai comuni non va giù. E ora lanciano un allarme. O il Governo compensa subito il mancato incasso, oppure rischiano di saltare gli stipendi.

E’ stato il sindaco di Torino e presidente dell’Anci, Piero Fassino, ad esprimere direttamente quella che appare una vera e propria emergenza.

Durante un’audizione alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sull’argomento Imu, nella mattinata del 20 settembre, Fassino ha dichiarato: “Allo stato attuale dei fatti la prima rata promessa in questi giorni non è ancora stata trasferita ai Comuni. Se non arriva entro domenica 21 settembre, c’è il rischio che molti Comuni al 30 settembre non saranno in grado di pagare gli stipendi ai dipendenti“.

Fassino ha aggiunto che bisogna fare in fretta perché “non facciamo le buste paga con il lapis il 29 settembre. Ci sono procedure che richiedono tempi precisi“.

L’importo che lo Stato dovrebbe trasferire ai comuni per coprire questo buco è di 2,4 miliardi di euro.

E’ arrivata rapidamente la risposta del Governo, tramite un comunicato stampa della presidenza del Consiglio: “Il decreto legge n. 102 del 2013, che ha disposto la soppressione del versamento della rata, ha contestualmente previsto che tali risorse saranno attribuite ai Comuni sulla base di un decreto del ministro dell’Interno, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza Stato-Città da adottare entro il 30 settembre 2013. Considerata l’urgenza manifestata oggi in Parlamento dal presidente dell’Anci, il governo si fa carico delle esigenze dei Comuni ed adotterà, agli inizi della prossima settimana, i provvedimenti attuativi necessari ad assicurare ai Comuni le risorse necessarie“.