Alla Helena High School in Montana, USA, sta infuria una tempesta che ci riporta direttamente al ’68: a provocare clamore è infatti la vicenda di una ragazza sospesa perché senza reggiseno durante l’orario scolastico.

Protagonista dell’incredibile vicenda è Kaitlyn Juvik, che è stata mandata a casa dal preside in quanto avrebbe provocato imbarazzo a un altro studente. Questa la motivazione addotta dal dirigente, che ha generato un certo trambusto.

La ragazza, inizialmente molto sorpresa per la decisione presa dal dirigente (tanto più che la sua maglietta nera non sarebbe stata trasparente), non si è comunque persa d’animo e ha dato vita a un movimento studentesco, trovando la solidarietà di altre alunne che hanno deciso di presentarsi a scuola senza intimo.

La Juvik, intervistata da Mtv News, ha affermato che “ciò di cui sono stata accusata è sbagliato… fino a che non si mostra nulla e siamo coperte sopra, le ragazze non dovrebbero essere costrette a portare il reggiseno”.

La ragazza ha poi detto che il suo corpo, appropriatamente coperto, non dovrebbe essere causa di preoccupazione per gli altri: “È il mio corpo naturale, e non capisco perché dovrebbe disturbare altre persone”.

Il preside Steve Thennis, che ha lamentato l’attenzione eccessiva concessa alla questione dai media, ha già dichiarato che non ha intenzione di controllare l’intimo dei suoi studenti: “Chiediamo loro di vestirsi in modo appropriato e se pensiamo che sia inappropriato – maschio o femmina non importa – dovremo chiedere loro di coprirsi”.