All’indomani della tragica sparatoria al Tribunale di Milano, come spesso accade in questi casi, inizia il girotondo delle dichiarazioni politiche che tentano di attribuire meriti e responsabilità.

Ad aprire le danze è il premier Matteo Renzi, che ha commentato il terribile errore che ha consentito al killer Claudio Giardiello di aprire il fuoco in un luogo istituzionale, facendo quattro vittime.

Il Presidente del Consiglio ha dichiarato di voler fare luce sulla questione, ma osserva che aprire una polemica includendo l’incipiente Expo non aiuta nessuno: “Abbiamo dato un mandato molto forte a fare massima chiarezza sulle falle del sistema che ci sono state. Quello che è accaduto a Milano è incomprensibile e gravissimo ma da qui a strumentalizzare gli eventi e inserire per l’ennesima volte l’Expo ce ne passa. Il paese non è in uno stato di terrore.”

A quanto risulta dalle prime indagini Giardiello sarebbe riuscito a introdurre l’arma da fuoco sfruttando un falso tesserino da avvocato. Per i legali e i magistrati, infatti, non è necessario sottoporsi al controllo del metal detector.

Renzi, alludendo a polemiche inutili, si stava probabilmente riferendo all’omonimo Salvini, leader della lega Nord, che ieri ha cavalcato l’indignazione popolare per il massacro in Tribunale: “”Il primo pensiero è per le famiglie delle vittime del Tribunale, il secondo è che sono preoccupatissimo: se questo è il livello di sicurezza nella Milano di Expo immagino cosa possano pensare di fare dei potenziali terroristi; come sentirsi sicuri se questa è la sicurezza di cui parla Alfano?“.

In conferenza stampa il ministro dell’Interno ha dovuto chinare il capo di fronte all’evidenza, ammettendo che “quello che è successo a Milano è qualcosa di gravissimo e inaccettabile, che non doveva succedere“.

Raffaele Cantone, Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), così come similmente ha fatto Presidente della Camera Laura Boldrini hanno rimarcato la sorpresa per ciò che è successo così all’improvviso: “Non so nulla ma certo dovrebbe essere impossibile entrare in un Tribunale e sparare. Ho saputo dell’uccisione di un collega, una cosa che mi sconvolge“.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, promettendo la risposta ferma dello Stato contro l’insidia criminale, ha voluto sottolineare il ruolo eroico dei magistrati, coinvolti in alcune recenti polemiche: “I magistrati, come i responsabili di altre funzioni, sono sempre in prima linea, e ciò li rende particolarmente esposti. Anche per questo va respinta con chiarezza ogni forma, anche strisciante, di discredito nei loro confronti”