Ormai non si contano più: l’ennesima sparatoria in un liceo americano. Questa volta è accaduto nello Stato di Washington, a Seattle. In una caffetteria della Marysville-Pilchuck High School, uno studente al secondo anno è entrato, ha estratto una pistola e ha aperto il fuoco verso un tavolo occupato da tre ragazze e due ragazzi. E’ riuscito ad uccidere una delle giovani, colpita alla testa, e a ferire altri quattro studenti, due dei quali molto gravemente. Poco dopo si è suicidato rivolgendo la pistola contro se stesso.

Il giovane omicida si chiamava Jaylen Fryberg. Due dei ragazzi feriti erano suoi cugini. Secondo diversi testimoni, era un promettente atleta nella locale squadra di football e sembrava avesse una vita sociale normale. Dalle prime ricostruzioni appare che all’origine della strage ci sia stato un litigio; le vittime di Fryberg erano infatti tutte da lui conosciute. Secondo alcuni amici, aveva subito recentemente una delusione amorosa. Negli ultimi giorni appariva nervoso. Nel suo ultimo messaggio sul suo profilo Twitter aveva scritto: “Non durerà… Non può durare“.

Dalla famigerata strage nel Connecticut di quasi due anni fa, negli Stati Uniti ci sono stati 67 episodi di omicidi nelle scuole, compiuti usando armi da fuoco. A Seattle, il 5 giugno 2014, un uomo aveva sparato contro tre studenti alla Pacific University, uccidendone uno e ferendo gli altri.

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