Una sparatoria a Napoli avrebbe provocato quattro morti.

È questo il bilancio del pomeriggio di follia durante il quale Giulio Morolo, incensurato, dipendente presso l’ospedale Cardarelli, si è affacciato dal balcone del suo appartamento di Secondigliano e ha iniziato a esplodere colpo all’impazzata con un fucile a pompa, circondandosi di varie bombole a gas con le quali minacciava di farsi saltare in aria.

Stando alle prime ipotesi della polizia alla base del momento di pazzia dell’uomo, che nel frattempo dopo l’arrivo delle forze dell’ordine ha abbassato l’arma e si è arreso, ci sarebbe stata una lite con la moglie, probabilmente per futili motivi (si parla addirittura di una discussione sul filo per stendere i panni).

Quest’ultima, il cui corpo senza vita è stato ritrovato in casa insieme a quello del cognato dell’uomo, sarebbe stata la prima vittima della raffica di colpi. Murolo avrebbe poi ucciso anche il fratello e la cognata. Tra i decessi si attesta anche quello di un ufficiale della pulizia municipale.

Tra i feriti ci sarebbero due passanti che stavano percorrendo la strada in scooter, nonché due poliziotti e un carabiniere. Nessuno tra questi, portati d’urgenza all’ospedale Cardarelli e al San Giovanni Bosco, sarebbe in pericolo di vita, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali.

Dopo i primi colpi sul luogo sono arrivati i tiratori scelti delle forze dell’ordine, un elicottero ha iniziato a sorvolare la zona e l’accesso alla strada è stato chiuso al traffico per permetter il pronto arrivo delle ambulanze. Sul posto si è formato un capannello di giornalisti e semplici curiosi.

Terminata la sparatoria, la polizia una volta arrivata nell’appartamento di Murolo ha trovato  numerose armi, tutte regolarmente registrate, che Murolo utilizzava per andare a caccia.

La polizia è riuscita a fermare l’uomo dopo alcune ore di trattative, tuttavia una folla inferocita prossima al linciaggio ha reso molto difficile il trasporto dell’uomo, che a fatica le forze dell’ordine sono riuscite a far entrare in una vettura.