La procura di Roma ha chiesto la condanna a 18 anni di carcere per Luigi Preiti, il pregiudicato calabrese che lo scorso 28 aprile, nel giorno in cui s’insediò il governo Letta, aprì il fuoco con una Beretta 7,65 davanti a Palazzo Chigi, provocando il ferimento grave del brigadiere Giuseppe Giangrande, oltre a quelli più lievi ad altri due carabinieri, Francesco Negri e Delio Marco Murghile, tutti costituitisi parte civile. L’accusa è quella di tentato omicidio plurimo, ricettazione e porto di arma clandestina. La richiesta è stata formulata al termine della requisitoria del pm Antonella Nespola nel corso del processo con rito abbreviato.

La difesa aveva puntato sulla non processabilità del Preiti, chiedendo la verifica dello stato mentale. Tuttavia, secondo la perizia psichiatrica disposta dal gup Filippo Steidl ed effettuata dal dottor Piero Rocchini, Luigi Preiti è capace di intendere e volere, in cerca di un palcoscenico, consumatore di cocaina e di alcol, frequentatore assidue di “seratine” con gli amici. Inoltre, Preiti non avrebbe avuto alcuna intenzione di suicidarsi al termine dell’agguato, come invece era parso inizialmente.

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