Presso Spazio Oberdan della Provincia di Milano domenica 17, 24 e 31 marzo, Fondazione Cineteca Italiana propone i due più grandi capolavori di Sergio Leone in edizione restaurata: C’era una volta in America (proposta in extended version) e C’era una volta il West.

Sergio Leone (Roma, 3 gennaio 1929 – Roma, 30 aprile 1989) è stato uno dei più importanti registi della storia del cinema italiano e internazionale, particolarmente noto per i suoi film del genere spaghetti-western. Nonostante abbia diretto pochi film nella sua carriera, la sua regia ha fatto scuola e ha contribuito alla rinascita del western negli anni sessanta con film come Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West e Giù la testa, ai quali si affianca C’era una volta in America, andando a formare la cosiddetta trilogia del tempo.

Domenica 17 e domenica 31 marzo, h 16.15: C’era una volta in America (Edizione integrale restaurata) - C’era una volta in America (Once Upon a Time in America) è un film del 1984, con Robert De Niro, James Woods e Elizabeth McGovern. Presentato fuori concorso al 37º Festival di Cannes, è il terzo film della cosiddetta trilogia del tempo. Basata sul romanzo di Harry Grey The Hoods, la pellicola narra le drammatiche vicissitudini di David Aaronson detto Noodles (Robert De Niro) e dei suoi amici nel loro progressivo passaggio dal ghetto ebraico all’ambiente della malavita organizzata nella New York del proibizionismo e del post-proibizionismo. Epico, struggente, leggendario, il film, presentato per la prima volta al festival di Cannes del 1984, ritorna nell’«extended version», lunga 26 minuti di più, che nessuno aveva mai visto. Un capolavoro dalla struttura narrativa labirintica, visionaria, la cui vicenda abbraccia un arco di tempo di quasi mezzo secolo, subì fin dalla prima uscita, amputazioni efferate. A Cannes arrivò una copia ridotta dallo stesso Leone alla durata di 3 ore e 49 minuti, per il mercato americano fu confezionata un’altra versione lunga 2 ore e 19 minuti. Il restauro, finanziato da Gucci e dalla Film Foundation di Martin Scorsese, realizzato dalla Cineteca di Bologna, restituisce all’opera il respiro da epopea con cui era stata concepita, reinserendo sei blocchi di scene ritrovate. Una cavalcata nel segno del grande cinema dove s’intrecciano, tra passato e presente, memorie della giovinezza di strada e scuola della violenza, nostalgia del primo amore e impossibilità di viverlo, amicizia tradita e rimorsi tardivi di chi, un po’ per caso e un po’ per scelta, ha vissuto un’intera vita da impiegato del crimine. – Ingresso € 8; € 7 con Cinetessera

Domenica 24 marzo, h 17.30: C’era una volta il West (Edizione restaurata) – C’era una volta il West (primo capitolo della trilogia del tempo) è un film del 1968. Western epico, prodotto dalla Paramount Pictures, venne girato con mezzi di gran lunga superiori a tutte le sue opere precedenti: Leone ebbe modo di scritturare attori quali Henry Fonda, Jason Robards e Charles Bronson, insieme a grandi interpreti italiani come Claudia Cardinale, Gabriele Ferzetti e Paolo Stoppa. Un film corale, in cui i personaggi si affrontano in una vicenda di sopraffazioni e di vendetta. Morton, magnate delle ferrovie e simbolo del nuovo capitalismo criminale, per impadronirsi di un terreno fa eliminare il legittimo proprietario (McBain) dal suo feroce sicario Frank. Jill, ex prostituta e moglie di McBain vuole vendetta, così come l’innominato uomo dell’armonica, a cui Frank ha ucciso il fratello. Jill e “Armonica” si alleano con Cheyenne, bandito romantico che incarna un west d’altri tempi ormai al crepuscolo. Un formidabile omaggio al western classico di cui allo stesso tempo costituisce il superamento attraverso una scrittura filmica trasgressiva ed estremante moderna. – Ingresso € 7; € 5,50 con Cinetessera

Per il mese di marzo Spazio Oberdan propone  anche Yoyo, il capolavoro di Pierre Etaix, recentemente restaurato e distribuito nei cinema francesi. Pur non avendo realizzato molti lungometraggi, Pierre Etaix è stato un autentico genio del cinema. Nato a Roanne nel 1928, nel ‘54 si trasferisce a Parigi, dove si avvicina al mondo dello spettacolo, in particolare al circo, imparando l’arte del clown. Lavora come illustratore e cabaret performer quando incontra il regista e clown Jacques Tati. Comincia a lavorare con lui al progetto che in seguito diventerà Mon Oncle, assimilando ulteriormente la tecnica e la passione per la comicità muta e surreale. Escono così i suoi primi cortometraggi: Rottura e Heureux Anniversaire (che vince l’Academy Award). Etaix continua a dedicarsi al cinema per tutti gli anni ’60: firma da solo e interpreta Io e la donna, omaggio al cinema di gag con riferimenti ai grandi del muto statunitense e Quando c’è la salute, sempre nello stile del film senza parole impostato sull’espressività mimica dei personaggi. Con il declino cinematografico della sua comicità, abbandona progressivamente la macchina da presa per tornare al circo, dal quale si affaccia solo per qualche autocitazione come in I clowns di F. Fellini. Nel 1971 riprendere la sua carriera come clown unendosi alla compagnia itinerante del Circo Pinder. Da allora, è autore di diverse opere teatrali e libri. La sua estetica, ricca di poesia e ironia, rimanda a quella dei grandi comici del muto americano, in particolare a Buster Keaton, soprattutto per la misteriosa enigmaticità dello sguardo e per la ricchezza di invenzioni linguistiche basate su un uso estremamente creativo della scrittura filmica. Di se stesso ha detto: «Sono un ebanista, un artigiano del cinema, un falegname che si diverte a fare quello che vuole»

Yo Yo è un film del 1965, suo secondo lungometraggio, è considerato il capolavoro di Pierre Etaix, una vera e propria antologia di gag collegate ad una velocità incredibile, pieno di umorismo e ritmo. Yo Yo è un ricco signore che vive in una lussuosa dimora. Un giorno arriva un circo, nel quale lavora come acrobata la sua amata di un tempo, insieme al piccolo Yoyo, che si rivela essere figlio del gentiluomo. La famiglia si riunisce e tutti e tre iniziano a viaggiare per la Francia con un loro circo itinerante. Una volta diventato grande e celebre clown, ammirato da tutti, Yoyo si allontana inevitabilmente dall’ambiente in cui è cresciuto. Ma non tutto è dimenticato, e il restauro della sua vecchia casa lo riporterà indietro nel tempo, a cavallo di un elefante del circo…

IL CAPOLAVORO DI PIERRE ETAIX TORNA A VIVERE dal 23 MARZO al 4 APRILE: la proiezione inaugurale di sabato 23 (h 21.15) sarà introdotta dal critico cinematografico Fulvio Capezzuoli, seguiranno le proiezioni di Domenica 24 marzo h 15; Mercoledì 27 marzo h 21; Giovedì 28 marzo h 17; Venerdì 29 marzo h 19; Sabato 30 marzo h 17; Domenica 31 marzo h 14.30; Mercoledì 3 aprile h 21; e Giovedì 4 aprile h 17. – Ingresso € 7; € 5,50 con Cinetessera – Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: € 5,50; € 3,50 con Cinetessera.