Dallo scandalo datagate all’interruttore globale per spegnere internet. Una provocazione, ma fino ad un certo punto. La Russia chiede che il controllo sul funzionamento fisico della Rete passi dagli Stati Uniti all’Onu. Attualmente in territorio americano risiedono decine di server che gestiscono la risoluzione dei nomi di dominio (Dns), cioè hanno il compito d’indirizzare il traffico verso il sito giusto. Quindi di fatto è negli Usa che viene controllato il traffico mondiale che transita sulla rete internet.

Espressa in questi giorni dal capo della commissione governativa russa sulle politiche telematiche, l’idea non è nuova. Il governo di Mosca del presidente Vladimir Putin (foto by InfoPhoto) vorrebbe che ogni paese membro delle Nazioni Unite avesse la possibilità di bloccare l’accesso alle comunicazioni sul proprio territorio, quando si prevede un attacco esterno oppure nel caso in cui qualcuno stia diffondendo verso l’esterno informazioni riservate.

Già lo scorso novembre, nella conferenza mondiale sulle telecomunicazioni internazionali, i rappresentanti di alcuni governi avevano avanzato una richiesta simile, poi respinta.

Del resto l’idea dell’interrutore non è solo una voglia russa. Nel 2010 il Congresso degli Stati Uniti ha conferito al Presidente l’autorità di spegnere i server di tutti i provider americani in caso di pericolo per la sicurezza nazionale.