Ha generato un certo clamore il Def (Documento di Economia e Finanza ) approvato dal Consiglio dei ministri nella giornata di venerdì e destinato a fare da linea guida per la spending review 2017.

Su tutto fa discutere il taglio delle stime di crescita per l’anno in corso: il passo in avanti c’è, dallo 0,8% del 2015 all’1,2% del 2016, ma si tratta di una cifra molto inferiore all’1,6% che era stato previsto e auspicato lo scorso autunno. Per il 2017 ci si attende di arrivare all’1,4%.

Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha difeso la decisione e i risultati ottenuti in questi anni grazie alle misure prese dal governo: “La crescita c’è, la trainano i consumi delle famiglie e gli investimenti – sia pubblici che privati – mostrano un’accelerazione“.

Il governo ha chiesto anche all’Unione Europea che venga richiesta maggiore flessibilità sul Pil e quindi sul deficit: la cifra cui si è arrivati dopo un negoziato è quella del 2,3%, a metà tra le richieste dell’autunno e quanto si dovrebbe aggiungere per i famigerati 3 miliardi di euro impegnati nella “clausola di flessibilità” per i migranti. Come si ricorderà, infatti, l’Italia insieme ad altri Paesi aveva chiesto all’UE che l’esborso potesse essere conteggiato nel bilancio finale dello stato.

Come si legge nel Def “il nuovo scenario programmatico prevede di ridurre l’indebitamento netto dal 2,3% del 2016 all’1,8% del Pil nel 2017 e quindi allo 0,9 nel 2018, portando infine il saldo in lieve surplus nel 2019 (0,1 percento del PIL). Su base strutturale il saldo migliorerebbe dal -1,2 del 2016 al -1,1 per cento del PIL nel 2017 e quindi al -0,8 nel 2018, fino al -0,2 nel 2019.”

Tra le misure che dovranno sostenere questo programma, come si evince dalla presentazione del Def a opera di Padoan, ci saranno una nuova riduzione della pressione fiscale e l’aumento degli investimenti pubblici a carattere progressivo, ma anche la riduzione delle spese fiscali, tra cui una revisione importante di bonus e sconti non più giustificate dai mutanti sociali ed economici oramai consolidati.

Come al solito non poteva mancare anche la promessa di un rinnovato impegno nella lotta all’evasione fiscale, ma anche e sopratutto l’allargamento della base imponibile, e in particolar modo riguardo alla fatturazione elettronica delle partite Iva in partenza proprio dal primo giorno del 2017.