L’inchiesta sulle spese pazze dei consiglieri della Regione Liguria si è conclusa ieri. In tutto gli indagati sarebbero 27. Tra questi anche il presidente del Consiglio regionale della Liguria Michele Boffa. Boffa ha commentato la chiusura delle indagini, mostrandosi sereno e professando la sua totale estraneità alla vicenda:

Leggo che sono coinvolti tanti consiglieri. Non conosco le situazioni degli altri, a me vengono contestate spese per 17.000 euro nel triennio 2010-2012, in cui ero vicepresidente del Consiglio. In quel periodo ho reso 201.000 euro di soldi non spesi per rappresentanza istituzionale. Riuscirò a dimostrare di avere rispettato le norme, ha dichiarato Boffa.

Oltre a Michele Boffa del PD sono indagati anche i due vice presidenti, Massimo Donzella del Pd, e Luigi Morgillo di Liguria Libera. L’inchiesta vede coinvolto l’intero ufficio di presidenza del Consiglio regionale attuale. Risultano indagati Giacomo Conti di Fds e Francesco Bruzzone della Lega e i due assessori Renzo Guccinelli del Pd e Matteo Rossi. Per loro le accuse sono di reati di falso ideologico e peculato in concorso.

Il pm Pinto, coordinatore delle indagini, contesta ai consiglieri regionali liguri di aver utilizzato impropriamente il denaro pubblico dal 2010 al 2012. Oltre a spese più ordinarie come le corse del taxi e gli articoli di cancelleria, il magistrato ha scoperto che i fondi regionali venivano impiegati anche per viaggi, cene a base di ostriche, il tutto in giorni non lavorativi, come Pasqua e Pasquetta, il 25 aprile, il 1° maggio e Ferragosto.

Spese pazze e sospette che per il pm non possono ricondursi all’attività politica ma rientrano nella sfera privata dei consiglieri. L’ex presidente del consiglio regionale ligure Rosario Monteleone avrebbe addirittura effettuato dei prelievi dalla cassa del partito per coprire spese personali ed è ora indagato per peculato. Tra le spese pazze dei consiglieri liguri figurano persino i gratta e vinci acquistati negli autogrill. I consiglieri si difendono e spiegano che quegli scontrini sono finiti nella lista delle spese da farsi rimborsare dalla Regione Liguria per sbaglio.