Le spoglie di San Pio da Pietrelcina verranno esposte a Roma in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia proclamato da Papa Francesco dall’8 dicembre del 2015 al 20 novembre 2016.

A renderlo noto, confermando le voci trapelate nelle scorse settimane, è stato monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Monsignor Fisichella ha inoltrato la richiesta di Bergoglio a monsignor Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. In una lettera Monsignor Fisichella ha spiegato che il Santo Padre desidera che le spoglie di Padre Pio vengano esposte nella Basilica di San Pietro il mercoledì delle ceneri.

In quella data il Papa invierà infatti i missionari della misericordia in tutto il mondo, affidando loro un compito importante: confessare e perdonare i peccatori in segno della grande compassione divina.

Per il Papa la presenza delle spoglie di San Pio da Pietrelcina a Roma sarà altamente motivante per i missionari di Cristo perché il frate è stato sempre capace di ascoltare e perdonare chi si rivolgeva a lui:

La presenza delle spoglie di San Pio sarà un segno prezioso per tutti i missionari e i sacerdoti, i quali troveranno forza e sostegno per la propria missione nel suo esempio mirabile di confessore infaticabile, accogliente e paziente, autentico testimone della misericordia del Padre.

San Pio: spoglie esposte a San Pietro dall’8 al 14 febbraio 2016

Le spoglie di San Pio da Pietrelcina, canonizzato da Giovanni Paolo II il 16 giugno 2002, rimarranno esposte nella Basilica di San Pietro a Roma dall’8 al 14 febbraio del 2016. Le spoglie verranno trasportate con estrema cura dalla Puglia per evitare di causare danni alle reliquie.

Sabato 13 febbraio il Papa incontrerà in udienza privata in Vaticano i Gruppi di preghiera di Padre Pio, eredi spirituali del Santo provenienti da ogni parte del mondo.

Per il Giubileo 2016 a Roma sono attesi ben 33 milioni di turisti e pellegrini. Il trasporto pubblico verrà potenziato per riuscire a gestire l’afflusso senza ripercussioni sulla circolazione nella Capitale.