Sei mai stato il piede del calciatore che sta per tirare un rigore e il mignolo destro di quel portiere che è lì, è lì per parare? Meglio, sta molto meglio il pallone, tanto lo devi solo gonfiare.

Questi sono alcuni versi di una canzone che si intitola Baggio.

Colui che l’ha scritta è un artista sui generis, che ha fatto la storia del cantautorato italiano, spegnendosi oggi a tre giorni dal suo compleanno: Lucio Dalla, stroncato da un infarto durante il suo tour in Svizzera, amava lo sport.

Calcisticamente parlando, tifava per la squadra della sua città, Bologna. Andava sempre allo stadio, in compagnia di colleghi cantanti. Uno di questi, uno dei suoi più cari amici è Gianni Morandi, oggi Presidente Onorario dei Rossoblu lo ricorda come “un grande amico e un grande artista”.

Proprio durante l’ultima edizione di Sanremo conclusasi da pochissimo e condotta dallo stesso Morandi, Lucio Dalla aveva fatto la sua ultima apparizione televisiva in coppia col giovane Pier Davide Carone in veste di autore e direttore d’orchestra del brano Nanì.

Dalla, si diceva, amava lo sport, non solo il calcio. Nel 2008 aveva scritto l’inno per l’Italia, impegnata alle Olimpiadi di Pechino. Amava il basket, e anche in questo caso teneva per una delle due squadre della sua città, la Virtus.

Qualche anno fa doppiò un fumetto di Milo Manara in compagnia di Valentino Rossi. Su Twitter, il campione pesarese ha voluto ricordare quei giorni e omaggiare Disperato Erotico Stomp, canzone dell’artista alla quale era particolarmente legato.

Oggi a Montreaux, in Svizzera, si è spento per un malore uno dei massimi rappresentanti della musica italiana nel mondo, autore di canzoni che continueranno a vivere per sempre nel cuore di tutti, sportivi compresi.