I cibi invenduti nei supermercati francesi e ancora commestibili non potranno più finire nella spazzatura. Lo ha deciso il 3 febbraio scorso il Senato francese, approvando definitivamente la legge contro gli sprechi alimentari presentata dal deputato socialista Guillaume Garot. Il provvedimento aveva già ricevuto il semaforo verde dell’Assemblea nazionale a dicembre. Le nuove norme prevedono che le catene della grande distribuzione organizzata si coordinino con le organizzazioni caritatevoli per il ritiro dei cibi invenduti, da ridistribuire ai più bisognosi prima del deperimento.

La legge contro gli sprechi alimentari approvata in Francia si applica ai supermercati con una superficie di almeno 400 metri quadrati. I gestori potranno decidere di donare i cibi invenduti alle associazioni benefiche o in alternativa di trasformarlo in compost o mangime per animali.

La legge introduce delle sanzioni per evitare la distruzione volontaria delle derrate alimentari che possono ancora essere consumate. Il provvedimento interviene inoltre sulle responsabilità giuridiche dei produttori di beni alimentari.

Per sensibilizzare le nuove generazioni sulla lotta agli sprechi alimentari la legge introduce il tema nei programma scolastici. Anche per le imprese sono previsti dei corsi di formazione. La Francia è il primo Paese europeo ad approvare una legge contro gli sprechi alimentari. Secondo le stime grazie a questo provvedimento sarà possibile salvare dalla pattumiera cibo per ben 10 milioni di francesi.

Il prossimo obiettivo del governo francese è portare il tema all’attenzione della Comunità Europea per favorire l’adozione delle nuove misure in tutti gli Stati membri. In Italia una legge contro gli sprechi alimentari è invocata da tempo dalle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni caritatevoli. Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti si è detto favorevole al provvedimento. Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso della sua visita a Expo 2015, ha chiesto che i cibi invenduti nei supermercati vengano distribuiti ai poveri, definendo gli sprechi alimentari un insulto alla società.