Tra le innumerevoli forme devianti che può assumere il consumismo, quella degli sprechi alimentari è una delle più difficili da accettare: basti pensare che nella sola Italia, secondo uno studio svolto nel 2012 dal Politecnico di Milano, la distribuzione produce eccedenze alimentari per un totale di 777mila tonnellate all’anno, e solo l’8% di queste viene donato agli enti caritativi perché venga trasformato in pasti gratuiti per i più bisognosi. Non solo: secondo il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, lo spreco alimentare è responsabile dell’immissione nell’atmosfera di 13 miliardi di tonnellate di Co2 all’anno.

In attesa che anche l’Italia rifletta sulla possibilità di introdurre una legge simile a quella francese – che obbliga i supermercati a regalare o riciclare le proprie eccedenze – ci hanno pensato gli studenti universitari di Milano a scendere in campo contro gli sprechi alimentari.

Da un paio di settimane, questa task force di 20 volontari reclutati dall’onlus QUI Foundation e dal portale University.it sta mappando la città di Milano: l’obiettivo di questo gruppo, coordinato dalla 22enne ternana Giorgia Grechi, è quello di scoprire quali associazioni benefiche hanno più bisogno di ricevere cibo gratis, e quali locali sarebbero in grado di donar loro le proprie risorse invendute. Il tutto nell’ambito di Pasto Buono, il progetto di QUI Foundation che dal 2007 è attivo in sette città italiane e attraverso il quale migliaia di persone indigenti hanno ricevuto un contributo fondamentale per il loro sostentamento. A Milano è già partita la collaborazione con la Caritas Ambrosiana, parte del cibo raccolto da QUI Foundation arriva infatti fino all’Emporio di Solidarietà della Caritas di Cesano Boscone; e ha ricevuto supporto anche la Fondazione Milano in Azione, che gestisce una mensa di carità domenicale in Piazza Affari.