Scene da film horror quelle che si sono registrate su un aereo di linea della Daallo Airlines, partito da Mogadiscio e diretto a Gibuti, con settantaquattro passeggeri a bordo. L’aereo è stato costretto a rientrare all’aeroporto Aden Adde della capitale somala a causa di uno squarcio che si è aperto su un fianco della carlinga e che avrebbe provocato la morte di un passeggero, risucchiato nel vuoto e ritrovato poi nel distretto di Balcad, a trentacinque chilometri di distanza da Mogadiscio. Ad evitare la tragedia è stato un pilota italiano, Riccardo Bonaldi, un ventiquattrenne di Bergamo, che ha eseguito l’atterraggio di emergenza.

Una tragedia che avrebbe potuto avere un bilancio assai più tragico ma che fortunatamente (non per il passeggero morto) ha provocato per lo più lievi ferimenti e tantissima paura. Non appena l’aereo è atterrato nuovamente a Mogadiscio, i soccorsi hanno aiutato i passeggeri ad evacuare il mezzo, che nel frattempo si era anche incendiato, ed hanno fornito le prime cure.

Grandi dubbi restano sulla dinamica dell’incidente. Fonti governative avrebbero dichiarato che l’aereo sarebbe rientrato a Mogadiscio dopo aver registrato un botto e un incendio a bordo (incendio che sarebbe stato rilevato anche ad uno dei due motori del velivolo) ma l’inglese Mirror, studiando la dinamica di quanto accaduto, lancerebbe anche l’ipotesi di una bomba a bordo. L’esplosione e il botto poco dopo il decollo sarebbero infatti poco compatibili con altre ipotesi mentre lo sarebbero di più con la possibilità che a bordo fosse presente un ordigno che è stato poi fatto detonare.