La stampa ha già ha iniziato a definirla una Stamina bis: si tratta dell’indagine che ha come protagonista il medico Marino Andolina, già fidato collaboratore di Davide Vannoni.

Entrambi infatti avevano patteggiato in seguito al processo del caso Stamina imbastito dal tribunale di Torino: Andolina, che durante la vicenda è stato colui che ha proseguito le cure con il beneplacito dei giudici civili, ha ricevuto una pena di un anno e nove mesi con la condizionale.

Tuttavia sembra propria che nel frattempo Andolina avrebbe continuato a prestare le stesse prestazioni mediche per cui era imputato a Torino. Lo rivela un’indagine della procura di Brescia, cui ha fatto seguito l’arresto del sospettato da parte dei Nas. L’accusa è quella di aver fatto parte di un’organizzazione che proponeva alcune cure miracolose alle famiglie di pazienti affetti da patologie neuro degenerative come la sclerosi laterale amiotrofica, l’atrofia muscolare spinale e la leucemia.

Cure,  definite “non autorizzate, non sperimentate clinicamente, prive dei prescritti requisiti di efficacia, sicurezza e qualità e potenzialmente pericolose per la salute” dalla procura, basate nuovamente sull’utilizzo di cellule staminali (questa volta prelevate dal tessuto adiposo e non più da carotaggio osseo). Ovviamente il trattamento, sintetizzato da un laboratorio svizzero, avveniva previa il pagamento di grandi cifre, fino a 13 mila euro.

Il medico originario di Trieste è ora agli arresti domiciliari, misura che riguarda anche tre collaboratori, un chirurgo plastico e altre due persone estranee all’ambito medico. Rispetto al primo caso Stamina questa volta non sono stati coinvolti ospedali, il tutto avveniva attraverso pratiche private, mentre sarebbero stati circa trenta i pazienti coinvolti.

Lo Stamina Bis sarebbe partito la scorsa estate, dopo che tribunali e Ministero della Salute avevano bloccato il trattamento proposto da Vannoni. Andolina e collaboratori avrebbero attinto al bacino di pazienti che avevano manifestato a Brescia per poter continuare le cura con il metodo stamina, poi contattati in un secondo momento dell’entourage dell’indagato.