A lanciare l’allarme è “Nature”, la stessa che nel 2013 dimostrò che il metodo Stamina si basava su dati errati: secondo la nota rivista scientifica, Davide Vannoni avrebbe ripreso le sua attività in Georgia dove la pratica non costituisce reato. Il pericolo, però, è che si possa generare un vero e proprio “turismo delle staminali”: “Nature”, poi, ha precisato che – nella sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Torino – si sarebbe imposto a Vannoni di non condurre attività simili all’estero.

Alcuni pazienti, intanto, avrebbero pubblicato sui social i resoconti dei loro viaggi in Georgia dove Vannoni starebbe praticando il trattamento con le cellule staminali. Assolutamente vietato in Italia.

Vannoni e il “turismo delle staminali”

“Il procuratore non aveva autorità di pronunciarsi su pratiche che in alcuni Paesi sono consentite” ha dichiarato l’avvocato di Davide Vannoni, rispondendo alla rivista scientifica “Nature”. Il legale, però, ha fatto sapere di non avere notizie fresche né del suo assistito né delle sue attività recenti in Georgia. Duro il commento dell’ex direttore dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Luca Pani“Non mi stupisce che la vicenda stia prendendo questa piega. Era evidente che certi patteggiamenti non avrebbero avuto effetto”.

“Governi ed istituti di sanità pubblica dovrebbero fare di più per informare i pazienti” è il commento della senatrice Elena Cattaneo.