Il caso di Stefano Cucchi, il geometra morto all’ospedale Pertini di Roma il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare, ha scosso l’animo di tutti coloro che da cinque anni seguono la storia del ragazzo arrestato per possesso di hashish e morto tragicamente una settimana dopo il suo arresto. Dopo la sentenza degli scorsi giorni che ha dichiarato sei medici, tre infermieri e tre agenti della polizia penitenziaria innocenti, la sorella Ilaria ha continuato a lottare affiché il caso venisse riesaminato e, dopo un colloquio con il Procuratore Capo di Roma, Giuseppe Pignatone, l’ha convinto “a rivedere tutto dall’inizio”. Ma il web non ha accettato la sentenza d’appello degli scorsi giorni, manifestando indignazione e incredulità sui social network.

Su Twitter è nata infatti la campagna virale #sonoStatoio, una protesta 2.0 a suon di hashtag che ha coinvolto un numero esorbitante di utenti del web che con foto, articoli di giornali e frasi di indignazione sta letteralmente inondando i tutti i social network. “Ad uccidere Stefano Cucchi #sonoStatoio”, ”La tristezza di dovere dire #sonoStatoio” e ancora “Profonda tristezza per una giustizia che non è capace di essere giusta , #sonoStatoio” sono solo alcuni dei messaggi che hanno animato la protesta per le assoluzioni degli imputati nel processo d’appello per la morte del 31enne romano sulla scia della campagna nata sulla pagina Facebook “Via la divisa”.

Ma non è tutto, perché anche i personaggi del mondo dello spettacolo non hanno voluto mantenere il silenzio su un caso che sta coinvolgendo l’Italia intera destando grande stupore per la mancanza di un colpevole e le ancora “incerte” cause per la morte di Stefano Cucchi. Tra i tanti Adriano Celentano e Jovanotti sono i due volti del mondo della musica che hanno voluto condividere su internet il loro pensiero. “Ciao Stefano! Hai capito adesso in che mondo vivevi? Certo dove sei ora è tutta un’altra cosa” scrive il Molleggiato sul suo blog, utilizzando parole poetiche che vogliono ricordare il ragazzo senza però dimenticare il dramma che ha investito lui e la sua famiglia. Celentano non si risparmia e prosegue così la sua lettera a Stefano: “Adesso dove sei tu è tutto diverso. Lì si respira l’AMORE del ‘Padre che perdona’ e non di chi ti ha picchiato e massacrato fino a farti morire”.

“A me Stefano Cucchi sembra di conoscerlo. Questa famiglia potrebbe essere la mia, e la famiglia di tantissima gente, per questo ci si sta male, per questo è da ieri che se ne parla, si cerca di capire, ci si commuove e ci si arrabbia, e ci si vorrebbe stringere a questa famiglia”, queste le parole di Lorenzo Cherubini pubblicate in un lungo post sul suo profilo Facebook. Ecco tutti i messaggi degli utenti di Twitter che da ieri stanno condividendo sulla piattaforma web le loro opinioni.


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