Sempre più incerto il futuro di Forza Italia, il partito che dopo l’eclissi momentanea di Silvio Berlusconi sembra essere sempre più conteso dal nuovo arrivato Stefano Parisi da un parte e dalla vecchia guardia dall’altra.

Il candidato del centrodestra a Milano durante un’intervista a Montalto Marina ha infatti fatto sapere che in caso di primarie del centrodestra sarà tra i primi a candidarsi, smentendo in un certo senso le proprie parole di qualche tempo fa, quando affermava di voler solo “dare una mano” e portare nuove idee.

Nel frattempo a Milano è prevista una convention organizzata da Parisi dalla quale dovrebbe partire la ricostruzione del centrodestra: un incontro inviso a Giovanni Toti, Renato Brunetta e i vecchi senatori del partito.

Il primo in particolare afferma apertamente di non sentirsi intimidito e accusa anzi il rivale di essere fin troppo velleitario: “Parisi? Non mi ha tolto un’ora di sonno. Chi si candida a governare deve stare tra la gente. Nel momento in cui il Pil si inchioda, sbarcano migliaia di immigrati e a Milano ci sono le tende in piazza, si assiste a un dibattito surreale su costituenti e convention

Dal canto suo invece Stefano Parisi, con il silente assenso di Berlusconi (che però lo considererebbe più un traghettatore che un candidato premier), si sta sempre più presentando come il referente principale di Forza Italia: “Molti nel partito mi dicono ‘non sappiamo più quale è la linea...’”

E dal suo palco Parisi, che Daniele Santanché ha invitato a occuparsi dell’opposizione a Milano, sentenzia anche sul referendum costituzionale, ponendosi come d’obbligo di traverso alle aspirazione di Matteo Renzi. “La riforma è troppa confusa. E non è vero che viene eliminato il bicameralismo perfetto. Il processo legislativo sarà molto farraginoso. E poi eliminare definitivamente il federalismo fiscale è un errore madornale. La concorrenza tra amministrazioni è fondamentale”.