Lo scandalo degli stipendi d’oro è scoppiato a causa di un dirigente veneto della Cisl. Si chiama Fausto Scandola e per la sua denuncia è diventato il destinatario di un provvedimento di espulsione. La sua prima tessera nel sindacato cattolico l’ha presa nel 1968, ed è stato presidente di Clv – Cisl Lavoro Verona.

Nel suo dossier – ripreso oggi da Repubblica – ha citato gli stipendi monstre di alcuni esponenti del sindacato: “Antonino Sorgi, presidente nazionale dell’Inas Cisl, nel 2014 si è portato a casa 256mila euro lordi: 77.969,71 euro di pensione, 100.123,00 euro di compenso Inas e 77.957,00 euro come compenso Inas immobiliare. Valeriano Canepari, ex presidente Caf Cisl Nazionale, nel 2013 ha messo insieme 97.170,00 euro di pensione, più 192.071,00 euro a capo della Usr Cisl Emilia Romagna: totale annuo, 289.241,00 euro. Ermenegildo Bonfanti, segretario generale nazionale Fnp Cisl, 225mila euro in un anno, di cui 143mila di pensione. Pierangelo Raineri, gran capo della Fisascat Cisl, 237 mila euro grazie anche ai gettoni di presenza in Enasarco, più moglie e figlio assunti in enti collegati alla stessa Cisl“.

Tanti soldi che diventano l’occasione per dire che “i nostri rappresentanti e dirigenti ai massimi livelli nazionali – dice Scandola – si possono ancora considerare rappresentanti sindacali dei soci finanziatori, lavoratori dipendenti e pensionati? I loro comportamenti, lo svolgere dei loro ruoli, come gestiscono il potere, si possono ancora considerare da esempio e guida della nostra associazione che punta a curare gli interessi dei lavoratori?“.

L’anno passato erano circolati veleni sull’ex numero uno del sindacato – Raffaele Bonanni – perché si sarebbe aumentato lo stipendio negli ultimi tempi del suo segretariato per far aumentare la sua pensione.

La nuova segretaria della Cisl Annamaria Furlan ha già promesso una svolta: “l’organizzazione aveva bisogno di nuove regole e se le è date con il regolamento approvato il 9 luglio, che entrerà pienamente in vigore il 30 settembre escluse d’ora in poi le possibilità di cumulo delle indennità. Abbiamo imboccato la strada della trasparenza e la completeremo con l’assemblea di organizzazione di novembre“.

La nuova leader della Cisl vuole mettere tutto su Internet, e ha “introdotto una norma per cui se un sindacalista ottiene incarichi esterni, il compenso sarà versato direttamente all’organizzazione e non al diretto interessato. Del resto, lo stipendio da sindacalista è più che sufficiente ed è giusto che gli incarichi esterni producano introiti da destinare alle strutture della Cisl“. L’ultimo passo è stato quello di “ridurre in modo drastico le indennità di vertice più alte“.