Una ditta veneta della provincia di Vicenza ha pensato di organizzare un’iniziativa per incentivare la procreazione da parte dei propri dipendenti. Coloro che lavorano in questa ditta, che produce prodotti caseari, potranno infatti avere la possibilità di ottenere una mensilità media netta superiore qualora decidano di avere dei figli. Il proprietario, Roberto Brazzale, ha così deciso di contribuire a migliorare una situazione che spesso porta i lavoratori italiani a sacrificare la loro genitorialità a causa di scarse risorse economiche.

La decisione dell’imprenditore è arrivata quando ha iniziato a realizzare che qualcosa non funzionasse nel nostro Paese. Secondo Brazzale, infatti, per i giovani è un grosso problema riuscire ad avere dei figli oggi, tanto più che tale problema non ha ancora ricevuto la giusta considerazione a livello collettivo. Sempre secondo l’imprenditore, né lo Stato né i privati hanno mai offerto iniziative davvero in grado di supportare la natalità, lasciando ai lavoratori soltanto le risorse economiche per poter sopravvivere ma non per poter portare avanti un discorso di costruzione, familiare in particolar modo.

E in effetti il problema non è da sottovalutare se si pensa che nella fascia compresa tra gli anni 2008 e 2015 il tasso di natalità in Veneto (la regione dove ha sede la ditta di Brazzale) è crollata del 20 per cento. E che tutto ciò stia accadendo in Veneto, una regione solitamente considerata ricca, dovrebbe far riflettere ancora di più sulle conseguenze che il non supportare la natalità sta comportando.

L’esempio della ditta casearia veneta potrebbe essere seguito anche da altre aziende: i dipendenti non devono fare altro che comunicare la nascita – o l’adozione – di un bambino per poter ottenere il beneficio economico di uno stipendio in più che vada a supportare la maggiore necessità di entrate economiche che causa l’arrivo di un bimbo.