Il Parco archeologico del Colosseo non doveva esserci. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Comune di Roma con il quale ha contestato le modalità con cui il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha portato alla costituzione del parco.

La sindaco pentastellata Virginia Raggi e il suo vice Luca Bergamo sono da sempre stati contrari all’istituzione del Parco del Colosseo, ritenuto dal Tar del Lazio, nella sentenza in risposta al ricorso del Comune, uno “straripamento di potere”.

Dal canto suo Franceschini risponde: “Purtroppo non posso dire che sono stupito [...] Stesso Tar, stessa sezione della sentenza sui direttori stranieri. Fatico però a capire perché 31 Musei e Parchi Archeologici autonomi, dagli Uffizi a Pompei, vadano bene e il trentaduesimo, il Parco del Colosseo, giuridicamente identico a tutti gli altri, invece no. Leggeremo la sentenza, cosa per ora impossibile, e ovviamente la impugneremo subito”.

Ma cosa è il Parco archeologico di Roma? Si tratta di un’area, per un totale di 78 ettari che comprende numerosissime opere artistiche di Roma, come il Colosseo, Palatino e Foro Romano, gestita da una Soprintendenza diversa da quella precedente. Una scelta che però non poteva fare il ministro dei Beni Culturali in quanto non rientra nei suoi “poteri”.

“Hanno vinto i cittadini – dichiara la sindaco Virginia Raggi -. Bene Tar, sconfitto tentativo governo. Roma resta di tutti. [...] Questo mi sembra un momento importante e positivo per riprendere un discorso sulla gestione integrata e unitaria del patrimonio culturale della città così come proposto più volte dall’amministrazione capitolina al ministero dei Beni culturali”.