La crisi a volte non porta solo brutte notizie.

In Islanda, il mancato accordo sui compensi legati ai lunghi periodi di lavoro in mare, ha portato allo stop alla caccia alle balenottere per il 2012.

Secondo i giornali islandesi, Kristjan Loftsson, proprietario di un’azienda dedicata alla caccia delle balene e assassino di più di 280 balene in sei anni, non sarebbe riuscito a trovare un accordo con l’Associazione dei Pescatori Islandesi.

La causa delle difficoltà economiche sono legate allo tsnumani che nel 2011 ha colpito il Giappone comportando una forte diminuzione della domanda di carne di balena.

Quali che siano le ragioni, la notizia fa davvero piacere.

Purtroppo questo fermo riguarda solo le balene di grosse dimensioni, in pericolo restano ancora le balene minori, per le quali la caccia rimane aperta.

Soddisfatta è anche l’Internazionale Fund For Animal Welfare che fa sapere di essere felice che Loftsson si sia arreso alle dinamiche del mercato e che abbia compreso i danni di questa attività.

Non crediamo certo che per quest’uomo di tratti di una questione morale e, probabilmente, quando il Giappone tornerà a richiedere la carne delle balene, la caccia verrà riaperta.