Il “Diritto d’Iniziativa dei Cittadini Europei” è il nuovissimo strumento partecipativo varato dal Parlamento e dal Consiglio di Bruxelles nel 2011, che consente di arrivare al cuore del meccanismo legislativo comunitario. I cittadini dell’UE che raccolgono 1 milione di firme in almeno 7 Stati membri possono oggi chiedere alla Commissione Europea di mettere mano a normative ancora da varare o rivedere leggi già promulgate. Il Comitato scientifico EQUIVITA e la LEAL, lega antivivisezionista, hanno voluto esercitare per primi questo diritto lanciando l’niziativa “Stop Vivisection”, nata per dare seguito allo sdegno di molti cittadini europei nei confronti della Direttiva 2010/63/UE approvata a Strasburgo nel settembre 2010: una legge che non segna alcun percorso di abolizione della sperimentazione in vivo, com è invece previsto dai trattati europei, secondo cui le politiche dell’UE devono tenere conto del benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Dietro l’iniziativa “Stop Vivisection” non ci sono lobby, né partiti politici, né grandi risorse finanziarie. A volerla è stata un gruppo di persone che vi si sono impegnate in modo volontario credendo nella partecipazione diretta dei cittadini all’attività legislativa europea.

Stop Vivisection dà quindi la possibilità ai cittadini di esprimere il proprio NO alla vivisezione e di richiedere all’Unione Europea un percorso scientificamente avanzato, a tutela degli esseri umani e dei diritti degli animaliLa direttiva contestata (2010/63/EU) nota anche come “direttiva vergogna”, riporta il testo di Stop Vivisection, “calpesta l’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea” secondo il quale l’Unione e gli Stati membri devono tenere pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti. “Questo riconoscimento ufficiale si legge nel manifesto – porta in sé l’obbligo morale di rispettare i diritti fondamentali degli animali, che devono pertanto essere riconosciuti come una priorità dall’Unione Europea e dai suoi Stati membri, e tutelati attraverso un coerente quadro legislativo comunitario. Da questo punto di vista la vivisezione è senza alcun dubbio una pratica inaccettabile.  Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione UE  del 2006, dall’ 86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il “modello animale”, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico; infatti non esiste prova statistica che ne dimostri l’efficacia e l’affidabilità. In considerazione di ciò, si richiede alla Commissione Europea l’abrogazione della direttiva 2010/63/EU, con la presentazione di una nuova proposta di direttiva che sia finalizzata al definitivo superamento della sperimentazione animale e che renda obbligatorio per la ricerca biomedica e tossicologica l’utilizzo di dati specifici per la specie umana in luogo dei dati ottenuti su animali”.

Grazie al nuovo strumento di Diritto d’Iniziativa dei Cittadini Europei la commissione Europea è obbligata ad analizzare le richieste dei cittadini entro tre mesi dal deposito delle firme necessarie, organizzando un’audizione pubblica in cui gli organizzatori possano esporre l’iniziativa, e predisponendo in seguito una comunicazione formale che esponga  le eventuali azioni che saranno intraprese. Il 25 aprile 2012 è stato così depositato il testo dell’iniziativa popolare europea presso il registro della Commissione Europea, confermata dalla stessa in data 22 giugnoIl termine ultimo per la raccolta firme è stato fissato al 1 novembre 2013 e per inizio 2014, in caso si raggiunga il milione di adesioni, è prevista l’audizione al Parlamento Europeo con la comunicazione di risposta da parte della Commissione Europea.

Le possibilità per attivarsi sono molte e si trovano facilmente sul sito europeo www.stopvivisection.eu

Mentre per maggiori informazioni è possibile consultare il rapporto presentato dal National Research Council americano intitolato Toxicity Testing in the Century: a Vision and a Strategy.