È stata disposta la scarcerazione per Abdelmajid Touil, considerato dalle autorità tunisine tra i possibili responsabili del terribile attacco terroristico al Museo del Bardo. L’attentato, in cui morirono 24 persone di cui 21 turisti e che provocò 45 feriti, era avvenuto lo scorso 18 marzo a Tunisi ed è stato rivendicato dallo Stato Islamico.

I giudici della V Corte d’Appello di Milano hanno ora deciso di negare l’estradizione al marocchino Abdelmajid Touil verso la Tunisia, dove rischierebbe, se condannato, la pena di morte. Con questa decisione, i giudici hanno così revocato la misura cautelare nei confronti dell’uomo e disposto la sua scarcerazione.

Abdelmajid Touil era stato arrestato a Gaggiano dalle forze dell’ordine italiane lo scorso 20 maggio, dietro la richiesta da parte delle autorità tunisine che lo ritengono tra i possibili complici dell’attentato al museo nazionale del Bardo del 18 marzo. Il 22enne marocchino è stato accusato di aver aiutato i terroristi a compiere la strage che ha portato alla morte anche di 4 turisti italiani.

Un’accusa di cui però non è convinta la Procura di Milano, che infatti adesso ha richiesto l’archiviazione dell’inchiesta nei confronti di Touil, poiché non vi sarebbero indizi e prove sufficienti per poterlo ricondurre all’attentato al Museo del Bardo.

Attraverso una nota ufficiale, il presidente della Corte d’appello di Milano Giovanni Canzio fa sapere che: “Con sentenza del 26 ottobre 2015, depositata in data odierna, la Quinta sezione penale della Corte d’appello di Milano, su conforme requisitoria del procuratore generale, ha negato l’estradizione verso la Tunisia di Touil [...], accusato di essere coinvolto nell’attentato al museo del Bardo di Tunisi avvenuto il 18 marzo 2015”.

Nella nota della Corte d’appello di Milano si legge inoltre che: “I fatti più gravi contestati all’estradando sono puniti dal codice penale tunisino con la pena di morte. La pena capitale è ostativa all’estradizione, non essendo ammessa nell’ordinamento italiano (Costituzione, art. 27, quarto comma). D’altra parte la convenzione bilaterale di estradizione Italia-Tunisia non prevede alcun meccanismo di conversione della pena di morte in altra sanzione detentiva. Né l’autorità tunisina ha fornito alcuna assicurazione sulla non esecuzione della pena capitale. Al diniego di estradizione consegue automaticamente la revoca delle misure cautelari e la scarcerazione dell’estradando”.