Non si fermano le stragi negli Stati Uniti. Ancora una volta tocca ad Aurora, in Colorado, già teatro dell‘uccisione di 12 persone in un cinema il 20 luglio scorso. Dopo la prima del film Batman, la cittadina alla periferia di Denver deve fare i conti con la morte di 4 persone.  Secondo le prime ricostruzioni, Sonny Archuleta, un uomo di 33 anni, si è barricato in casa armato tenendo in ostaggio i tre familiari finché gli spari da dentro la casa non hanno allarmato i vicini che intorno alle 3 del mattino hanno chiamato la polizia.

L’abitazione è stata isolata e circondata da circa quaranta agenti, fra cui membri delle unità speciali Swat, ma gli ostaggi sarebbero stati uccisi “prima dell’arrivo della polizia”. Le vittime sono il patrigno di Sonny, Anthony Ticali, la sorellastra Stacie Philbrook e il fidanzato, identificato solo come Chris. La moglie di Sonny, Stephanie Philbrook Archuleta, è riuscita a fuggire saltando da una finestra al secondo piano.

I poliziotti, tramite un negoziatore, hanno inutilmente tentato di fare uscire l’omicida dall’abitazione. Nella casa sono stati sparati anche dei gas lacrimogeni e dopo 6 ore d’assedio, il folle armato è rimasto ucciso in una sparatoria: “Gli abbiamo chiesto di arrendersi e non lo ha fatto anzi ha ricominciato a spararci addosso da una finestra del secondo piano e stavolta abbiamo risposto al fuoco. È stato colpito ed è stato dichiarato morto” ha detto un portavoce della polizia che indaga se il killer fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti.

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