Gli investigatori che si stanno occupando della strage in California nella quale sono rimaste uccise 14 persone e altre 21 hanno riportato ferite ritengono che i due responsabili possano essersi radicalizzati e aver avuto rapporti con l’Isis.

Tashfeen Malik e il marito Syed Farook, gli autori del massacro presso il centro per disabili di San Bernardino, potrebbero essere stati ispirati dalle azioni dei miliziani dello Stato Islamico.

Durante la sparatoria la Malik ha trovato il tempo di pubblicare su Facebook un giuramento di fedeltà rivolto a Abu Bakr al-Baghdadi, il leader dell’Isis: secondo le autorità la donna non ha usato un account recante il proprio nome ma un profilo con un pseudonimo. Gli ufficiali che hanno divulgato queste informazioni non hanno però spiegato in che modo siano arrivati a queste conclusioni.

Per quanto possano esserci stata un’influenza, resta ancora da stabilire se questa possa definirsi diretta o indiretta. Non ci sono infatti prove per sostenere che membri dell’Isis possano aver diretto o ordinato l’attacco, anzi gli ufficiali al momento propendono per la tesi di una radicalizzazione avvenuta in modo autonomo.

Nella casa della coppia di killer, dove vivevano insieme alla figlia di sei mesi e la madre di Farook, è stato scoperto un laboratorio in cui oltre a dodici esplosivi sono stati rinvenute delle istruzioni sulla fabbricazione di ordini che parrebbe provenire da una pubblicazione di al-Qaeda.

La famiglia dei due è sconvolta e amici, famigliari e persino l’avvocato non riescono a spiegarsi il motivo dietro la strage: Farook occasionalmente aveva frequentato un poligono di tiro, ed era andato per due volte in Arabia Saudita – la prima per il pellegrinaggio alla Mecca e il secondo per sposare Malik – ma non si tratterebbe di elementi rilevanti per il caso in questione.

Dietro la strage potrebbero invece esserci alcuni litigi avuti sul posto di lavoro da Farook, che in alcune occasioni era stato vittima di commenti irrispettosi nei confronti della sua fede o aveva avuto discussioni accese riguardanti l’Islam e il terrorismo.

Negli Stati Uniti intanto si discute sul visto per i promessi sposi (valevole 90 giorni) con cui Malik è entrata nel Paese più di un anno fa: in pieno rispetto della legge americana la donna, originaria del Pakistan, aveva fatto richiesta per la green card in seguito al matrimonio contratto con Farook, statunitense di nascita dopo il trasferimento dal Pakistan dei genitori. Il permesso di soggiorno era arrivato dopo un anno di controlli che vengono abitualmente portati avanti dalle agenzie di sicurezza nazionale.