Otto persone tra boss e gregari di mafia appartenenti al mandamento di Brancaccio sono state colpite questa mattina all’alba da provvedimenti di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Capaci portata avanti dalla procura di Caltanissetta.

Si tratta di elementi già detenuti in carcere con gravissime accuse, ma fino ad oggi mai toccati dalle indagini sull’attentato in cui il 23 maggio 1992 persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro.

L’inchiesta della Dda (Direzione distrettuale antimafia), diretta dal procuratore Sergio Lari, che si è basata anche sulle dichiarazioni dei pentiti Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, ricostruisce i tasselli mancanti relativi alle fasi deliberativa, preparatoria ed esecutiva della strage di Capaci.

Il pentito, indicato come il reggente della cosca Santapaola, era stato arrestato l’8 ottobre del 2009 dai carabinieri del reparto operativo di Catania, mentre partecipava a un vertice del gotha della mafia etnea. Il boss collabora ufficialmente con le istituzioni dal maggio dello scorso anno.

Tra gli 8 arrestati c’è il capomafia Salvo Madonia, già detenuto al carcere duro, così come le altre 7 persone cui è stato notificato il provvedimento (foto by InfoPhoto).

Tra loro Cosimo D’Amato, un pescatore di Santa Flavia (Palermo), arrestato già lo scorso novembre su ordine dei pm di Firenze che indagano sulle stragi mafiose del ’92.

Secondo gli investigatori, D’Amato avrebbe fornito l’esplosivo utilizzato per gli attentati di Roma, Firenze e Milano e lo si accusa inoltre di aver procurato alle cosche anche il tritolo usato per la strage di Capaci recuperato da residuati bellici che erano in mare.

Gli altri imputati sono Giuseppe Barranca, Cristofaro Cannella, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo, Vittorio Tutino e Lorenzo Tinnirello, tutti in carcere già da tempo, con condanne di vario genere per reati di mafia ed omicidio.

Il video dei funerali, parla Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani: