La Procura – in queste ore – sta cercando di far luce sul disastro ferroviario avvenuto ieri in Puglia. Non si esclude nessuna pista, si indaga a 360°. Intanto sale il numero delle vittime: da 20 a 27; si continuano a cercare i dispersi. Nel treno dell’orrore alcune vite sono state fortunatamente salvate: è il caso di un anziano signore che è stato cercato – e poi salvato – dalla moglie che ha iniziato a scavare, senza sosta, a piedi scalzi, tra le macerie. E ce l’ha fatta. Anche il piccolo Samuele, di 6 anni, è vivo grazie all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco che lo hanno tirato fuori dalle lamiere e lo hanno distratto facendogli vedere i cartoni animati sul telefonino. Il piccolo è ancora in ospedale ma non sembrerebbe essere in pericolo di vita.

La dinamica dei fatti

In base alle prime ricostruzioni, i due treni si sono scontrati a circa 100 chilometri orari, in curva. Fosse successo qualche chilometro prima, i due macchinisti si sarebbero visti a distanza e, forse, avrebbero potuto evitare l’impatto.  Si sarebbero soltanto sfiorati. L’incidente, infatti, è avvenuto in piena campagna e in un tratto a binario unico. “Sicuramente c’è stato un errore umano o tecnico. Fino a quando non verranno esaminate le scatole nere, entrambe le ipotesi restano valide” è il commento di Giancarlo Conticchio, dirigente della Polfer del compartimento Puglia-Basilicata-Molise.

“Bisogna capire dove la catena di controllo non ha funzionato e le informazioni importanti sono nelle stazioni. Sulla dinamica dell’incidente, la sfortuna è che sia avvenuto all’uscita di una curva. Così i treni, due convogli moderni, uno del 2005 e l’altro del 2009, non hanno neanche potuto frenare, mentre avrebbero potuto farlo in un tratto rettilineo se i macchinisti si fossero resi conto del pericolo” ha aggiunto Massimo Nitti, direttore generale di Ferrotramviaria che ieri sera è giunto sul posto del disastro ferroviario per capire meglio la dinamica dei fatti.  La velocità stimata dei due treni è di circa 100-110 chilometri orari.

Matteo Renzi è in Puglia

“La Regione Puglia ha investito 80 milioni di euro per il controllo di marcia automatica, questa linea è già per metà attrezzata ma purtroppo non nel tratto in cui è avvenuto l’incidente” ha spiegato il dg Massimo Nitti. Ieri sera in Puglia è arrivato anche il Premier italiano Matteo Renzi che ha tenuto un incontro in Prefettura. Stamattina, infine, riaprono le strutture ospedaliere per poter donare il proprio sangue utile a salvare vite umane. Per le vittime che, adesso, lottano tra la vita e la morte.