Hanno finalmente un nome i due responsabili della strage di Ankara, il più grave attentato che abbia mai sconvolto la Turchia e che è costato la vita a 128 persone e il ferimento di altre 400: si tratta di Yunus Emre Alagoz e di Omer Deniz Dundar, ed entrambi sarebbero stati affiliati all’Isis. Il primo, addirittura, è il fratello di Seyh Abdurrahman Alagoz, il kamikaze che il 20 luglio scorso si fece esplodere a Suruc, vicino al confine con la Siria, provocando la morte di 33 persone; Yunus Emre, inoltre, aveva aperto un centro di addestramento jihadista nella provincia di Adiyaman, nella Turchia sudorientale.

Secondo il vicepremier Numan Kurtulmus, i due kamikaze hanno compiuto l’attacco suicida facendo esplodere un ordigno di 5kg di tritolo ciascuno. Entrambi gli attentatori erano già stati inclusi in una shortlist di 21 affiliati all’Isis da tenere sotto stretta sorveglianza per il potenziale rischio-terrorismo. Questo particolare ha scatenato le polemiche: se i due erano già nel mirino delle forze dell’ordine, com’è stato possibile per loro completare il loro piano? Per il presidente Erdoganc’è stato senza dubbio un errore, una qualche falla nella sicurezza. Scopriremo quali sono state le nostre negligenze e come questo sia potuto accadere“. Il presidente si è recato stamattina sul luogo della strage per deporre alcuni fiori in memoria delle vittime.

In ogni caso, l’identificazione costituisce un’importante conferma della posizione ufficiale assunta dal governo turco, che aveva sin dall’inizio puntato il dito contro lo Stato Islamico, mentre da più parti si era parlato apertamente di “strage di Stato“, adducendo come presunto movente la volontà dei nazionalisti di influenzare il voto elettorale delle prossime settimane.