All’indomani del giorno che verrà ricordato per la strage dei cento ragazzi pacifisti ad Ankara, in cui sono rimaste uccise circa 95 persone e 246 sono rimaste ferite, si cercano i responsabili dell’attentato che ha sconvolto la Turchia. La stampa turca, però, riferisce che uno dei due kamikaze sarebbe stato identificato. Secondo il quotidiano filo-governativo turco Yeni Safak, infatti, che cita fonti degli inquirenti, uno dei kamikaze che si è fatto esplodere durante la marcia per la pace sarebbe un uomo di circa 20/25 anni. Sempre stando alle parole pubblicate dallo Yeni Safak, gli inquirenti sarebbero riusciti a recuperare frammenti di impronte digitali dai resti dell’ordigno ma al momento manca ancora una rivendicazione ufficiale dell’attentato.

Il bilancio delle vittime, come annunciato l’ufficio del primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, è di almeno 95 morti e 246 feriti, dei quali 48 ricoverati in terapia intensiva. I cittadini di Ankara, ancora increduli per quanto successo ieri, continuano a portare fiori sul luogo della strage, ancora oggi transennato dalla polizia. Ieri, invece, migliaia di persone hanno manifestato per le strade di Istanbul, accusando lo Stato di essere responsabile della strage. Erano circa diecimila i manifestanti hanno marciato sulla via Istiklal, nel centro della metropoli turca, sorvegliati dalla polizia in tenuta anti-sommossa, esponendo striscioni e cartelli con le scritte “Stato assassino”, “conosciamo i colpevoli” e hanno chiesto a gran voce le dimissioni del presidente, Recep Tayyp Erdogan il quale è stato raggiunto telefonicamente dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha affermato di “condividere il dolore della Turchia, ha assicurato a Erdogan che gli Stati uniti continueranno ad appoggiare Ankara nella lotta al terrorismo”.